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C.A.S.E., ma che freddo fa

Ci risiamo: le temperature si abbassano, le montagne che ci circondano si coprono di neve e si torna ad aver freddo nei progetti C.A.S.E.

I riscaldamenti sono ormai accesi da un mese, ma con orari e modalità che spesso non permettono agli appartamenti di raggiungere una temperatura gradevole.

Su disposizione dell’ordinanza n.239 del sindaco, i riscaldamenti vengono accesi infatti per 14 ore giornaliere, suddivisibili in due blocchi. A L’Aquila attualmente i progetti CASE vedono l’accensione come se si fosse in un grande condominio: dalle 5.30 alle 10, dalle 12,30 alle 22.

Il problema sta nel fatto che gli impianti a pavimento ci mettono più tempo a raggiungere la temperatura desiderata ma poi la mantengono con una accensione minima, ma costante.

Quello che accade al momento è invece una accensione a tempo, con interruzioni giornaliere e durante la notte: in questo modo, per far risalire la temperatura, soprattutto dalla notte alla mattina successiva, si spende un patrimonio.

Per questo molti inquilini dei progetti CASE stanno chiedendo – a gran voce e sui social – un cambiamento nell’ordinanza che disciplina l’accensione dei riscaldamenti e che tenga tenga conto delle diverse tipologie di impianti.

Da Gignano in particolare si leva l’appello, pubblicato su Facebook:

“Anziani, disabili e bambini sono sempre al freddo. Si spende un patrimonio per riportare l’impianto a temperature accettabili. Poi si cono i tempi di ambientazione e si ricomincia. Inoltre, per aiutarci in casa accendiamo forni, stufette elettriche, phon… non è possibile!”

(e.f.)

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