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Artigianato ed edilizia, è buio pesto

È crisi senza fine per le imprese artigiane ed edili aquilane.

A sancirlo, dati alla mano, è uno studio della CNA Abruzzo che evidenzia come le province più colpite siano quella più industrializzata della regione, Chieti, e quella più segnata negli ultimi anni dalle calamità naturali, L’Aquila.

“La flessione da gennaio– illustra il ricercatore Aldo Ronci – è stata di 468 unità, un valore che negli ultimi anni tende molto debolmente a diminuire ma che è comunque lontano dagli incrementi che avevano preceduto la crisi. E in valore percentuale, ecco un’altra conferma, il decremento dell’1,49% delle imprese artigiane abruzzesi è molto più alto di quello medio italiano che si è attestato invece a quota –0.98%, con L’Aquila e Chieti quasi al doppio”.

A Chieti e a L’Aquila hanno abbassato la saracinesca rispettivamente 160 e 141 attività di artigiani.

Meglio Pescara (-109). Su tutte spicca Teramo, con un incoraggiante -58.

Non fa eccezione l’edilizia: in provincia dell’Aquila e di Chieti il segno meno imperversa. 88 imprese in meno per entrambe le province, oltre la metà rispetto al dato regionale.

 

Una crisi che da tempo le associazioni di categoria tentano di combattere anche con richieste di misure straordinarie: in questo senso, buone notizie arrivano dalla Regione, visto che – finalmente – entro l’anno saranno a disposizione 30 milioni di finanziamenti destinati ai confidi e relativi alla programmazione 2007 – 2013.

Per il 2018, sono stati assicurati altri 11 milioni, destinati ad imprese nuove ma anche a quelle già esistenti.

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