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Bollette gas, aquilana la spunta sull’Eni

I consumi del gas vanno documentati e non presunti. Lo ha deciso il Giudice di pace Sonia Lustri con una sentenza che vede un assegnatario di un MAP di Camarda spuntarla sull’Eni.

L’Eni ha perso la causa intentata da una donna che aveva avviato l’azione per contestare le cartelle relative al consumo del gas nel suo appartamento provvisorio: dovrà pagare 1300 euro per le spese di lite.

Nel caso di specie, la residente aveva chiesto la risoluzione del contratto ma Eni aveva continuato ad emettere fatture di pagamento che, a suo dire, facevano riferimento a un contatore non in uso a lei e non collegabile alla sua abitazione.

Oltre al danno, la beffa: la risoluzione del contratto non era mai arrivata, al contrario delle bollette, sempre puntuali. La signora, inoltre, non abitava più in quel Map quando sono stati conteggiati alcuni consumi.

Peraltro, come si legge nella motivazione (su Il Centro),

“Eni non ha fornito una rigorosa prova relativa alla legittimità delle fatture contestate. Va rilevato che anche dalla documentazione prodotta in sede di precisazione delle conclusioni, non emergono elementi idonei a comprovare l’assunto di parte convenuta trattandosi, per quanto concerne il promemoria delle fatture emesse, di un prospetto di formazione unilaterale non sottoscritto da alcuno e nemmeno riferibile al distributore e, per ciò che concerne la fattura di cessazione, di un atto unilaterale di natura meramente contabile senza tralasciare, poi, che i due documenti indicano importi diversi»

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