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Università dell’Aquila, il futuro del territorio

Un ateneo, quello dell’Aquila, che nonostante i problemi di organico, la carenza di spazi e il calo di iscritti a seguito del sisma, investe e punta a divenire un volano di sviluppo per il territorio.

E’ l’immagine che ha cercato di tracciare ieri la rettrice dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2017-2018 nel Dipartimento di Scienze Umane.

L’Università dell’Aquila ha visto un aumento di studenti nell’ultimo anno (18.512 iscritti e 5.177 immatricolazioni) e promette bene anche nell’anno in corso. Questo nonostante l’evidente calo a seguito del sisma del 2009: nel biennio 2007-2008 si era a quota 24.392 studenti. Il biennio più difficile è stato il 2013-2014, a seguito della reintroduzione delle tasse.

La cerimonia di quest’anno, oltre alle consuete cariche istituzionali, ha visto la partecipazione di due ospiti un po’ speciali. Sofia Corradi, 85 anni, conosciuta affettuosamente come “mamma Erasmus”, colei che circa trent’anni fa ideò il progetto Erasmus, e Sieng Emtotim, rettrice dell’Università di Battambang, in Cambogia.

Due inviti non casuali. Una delle prerogative dell’Università dell’Aquila è infatti l’internazionalizzazione, ormai uno dei parametri determinanti nelle classifiche nazionali. Grazie anche al lavoro dell’ufficio Erasmus guidato dalla professoressa Anna Tozzi, ha spiegato la rettrice, l’ateneo aquilano conta 8 corsi di laurea internazionali e 700 studenti stranieri accolti. Quattro milioni nel 2017 i fondi per il sostegno della mobilità degli studenti all’estero.

univaq inaugurazione anno accademico

Un raddoppio degli investimenti è avvenuto anche sui dottorati e gli assegni di ricerca. Recente è l’acquisto di un microscopio elettronico a scansione di ultima generazione, l’unico attualmente in Italia. L’obiettivo dell’Ateneo è divenire un “attore dello sviluppo locale, formando con qualità i suoi giovani per essere gli ingegneri, i professori e i medici del futuro”. In questo contesto rientrano i quattro progetti di ricerca di cui l’Università è protagonista: 5G, Emerge, ZTE e Horizon 2020. Attraverso queste iniziative, ha spiegato la rettrice, l’obiettivo è creare una rete virtuosa tra Università, istituzioni ed imprese.

Inverardi ha toccato anche il tema delle scuole di specializzazione: “Non c’è nessuna concorrenza ma c’è bisogno di tanta complementarietà”.

Al quadro tracciato dalla rettrice ha fatto da contraltare l’intervento del presidente del consiglio studentesco Marco Bosica, che è tornato sul tema dell’accesso programmato: “All’Aquila, nonostante il trend delle immatricolazioni degli ultimi anni sia stato in netto calo, anche quest’anno il nostro Ateneo ha deciso di riconfermare ciecamente i numeri programmati, senza voler provare a trovare una soluzione alternativa. Da 3 anni,tutti i numeri programmati locali nei corsi di laurea triennale hanno provocato il mancato raggiungimento persino del contingente fissato,tanto da costringere l’Ateneo a riaprire i termini di iscrizione nel mese di Ottobre,quando la gran parte degli studenti ha già scelto dove andare. Cara Rettrice, se vuole cancellare questa brutta pagina del numero programmato deve farlo ora, gli studenti la battaglia nazionale la portano avanti da anni, ora tocca a lei!”.

“Sono due le sfide essenziali, complementari e antinomiche al tempo stesso, che l’Ateneo deve cogliere per sviluppare a pieno un discorso di competitività. La sfida dell’internazionalizzazione e dell’ ampliamento di prospettiva verso realtà internazionali, ma soprattutto la sfida del rafforzamento delle proprie radici”, ha spiegato al Capoluogo Alessandro Maccarone, rappresentante degli studenti in senato accademico.

“Sarà fondamentale – spiega Maccarone – utilizzare ogni mezzo per ricostruire un’Università sostenibile, di qualità e al tempo stesso non esclusiva, che sia un polo di conoscenza in grado di aggregare i giovani dell’ Italia centrale, con attenzione particolare a sviluppare una didattica in linea con le esigenze del territorio. Noi ragazzi abbiamo diritto a rimanere nella nostra terra per mettere a disposizione dell’Aquila tutto il nostro capitale umano”.

 

 

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