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Guardie mediche, bufera in consiglio regionale

70mila euro a testa: è quanto devono ridare le guardie mediche abruzzesi alla Regione dopo la decisione del Governo D’Alfonso di eliminare i 4 euro l’ora di indennità di rischio e, per giunta, in formula retroattiva.

Un provvedimento che riguarda 400 medici in tutta la regione, che oggi sono arrivati in gran numero all’Emiciclo per far sentire la loro voce anche in vista di una Interrogazione da parte di Pettinari (Movimento 5 Stelle) sull’argomento.

Una discussione velenosa, che si è conclusa con le Guardie Mediche che abbandonano l’Aula e il presidente D’Alfonso a cercare un confronto, fuori, con loro.

La mattinata era iniziata con una Commissione Capigruppo fiume nella quale i medici hanno formalizzato tutte le loro perplessità e rimostranze su un provvedimento calato dall’alto e assolutamente impossibile da portare avanti, visto che si richiede anche la restituzione di quanto percepito: appunto, 70mila euro a testa, circa.

La posizione della Regione pare però ferma: il recupero delle somme non si può fermare.

“Sull’argomento si è espressa l’Avvocatura regionale: il recupero è un atto dovuto della Giunta, non voluto o scelto dalla Giunta. Il secondo parere dell’Avvocatura, tra l’altro, è giunto al termine di una richiesta circa la risoluzione del consiglio: è impossibile stoppare l’ attività di recupero

dice Silvio Paolucci, assessore al Bilancio e alla Sanità della Regione.

“Due sono le vie di uscita proposte: stiamo già approntando un accordo con i sindacati per attivare una contrattualistica – a livello decentrato nelle aziende – e così recuperare le stesse somme, ma per il futuro, adeguando  il contratto collettivo regionale, l’accordo integrativo regionale. In secondo luogo, interpelleremo il Parlamento sul tema in modo tale che possa, normando, disciplinare la questione”.

Le reazioni

“Abbiamo chiesto in Consiglio regionale” dice il 5 Stelle Pettinari “che la Giunta revochi questa delibera e, se proprio deve, in attesa di chiarimenti con la Corte dei Conti, sospenda l’indennità di rischio senza però richiedere a centinaia di famiglie di restituire cifre enormi, come del resto hanno già agito in altre regioni italiane. Anche perché non stiamo parlando di primari o della fascia più ricca della classe medica, ma di tutti quei medici di Guardia che prendono normalissimi stipendi per svolgere un lavoro di enorme utilità nella sanità abruzzese, a cui è stata riconosciuta un’indennità di rischio a fronte delle mancate norme di sicurezza sui luoghi di lavoro che presidiano anche in ore notturne. Ma la Giunta non ha avuto il coraggio di prendere questo impegno”.

“Anche se in ritardo registro, finalmente, come il Presidente D’Alfonso ha preso formalmente impegno di affrontare presso le sedi opportune la grave situazione circa le indennità di rischio tagliate dal Governo regionale ai dottori in servizio presso le Guardie mediche”

la posizione invece del forzista Febbo.

Adesso però ci aspettiamo da parte dell’esecutivo regionale un atteggiamento serio e attento nel rispettare le attese dei medici che dopo mesi non hanno avuto alcuna risposta concreta, soprattutto in merito alla grave decisione di restituire le somme indietro come recita la DGR. Ci sono Regioni, vedasi la Calabria, Basilicata, Lazio ecc., che hanno approvato provvedimenti diversi come la decisione di congelare la indennità senza richiedere le somme indietro”.

(e.f.)

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