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Norcia, un anno dopo

di Alessandra Prospero

È passato un anno dalla violenta scossa che un anno fa, il 30 ottobre, squassava Norcia alle ore 07:40.

Il territorio tra Norcia e Preci tremò a causa di una scossa di magnitudo 6.5 definita dall‘Istituto Nazionale di Fisica e Vulcanologia come la scossa più forte mai registrata in Italia dal terremoto in Irpinia del 23 novembre 1980.
Norcia si svegliò così tra le macerie e con il comune di Castelluccio di Norcia completamente raso al suolo.

L’evento tellurico di Amatrice, secondo i sismologi, aveva attivato una nuova faglia e si era abbattutto sui comuni umbri, devastandoli.

Quel che aveva retto alle temibili scosse del 24 agosto ad Amatrice e del 26 ottobre nel comprensorio tra tra Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci era crollato lasciando in ginocchio il Centro Italia.

Fortunatamente, dopo l’epilogo di Amatrice, non vi furono vittime dopo quel 6.5 di Norcia: il Centro Italia aveva già pagato un prezzo di 299 persone scomparse a causa del terremoto.
Rimase però un triste bilancio: 30.000 persone assistite dalla Protezione civile e 8 miliardi di danni ad edifici e beni privati, 2,5 al patrimonio artistico, 750 milioni a edifici e beni pubblici.

A L’Aquila la scossa registrata a Norcia provocò il crollo integrale di un edificio già gravemente lesionato (e quindi disabitato) in via Cola dell’Amatrice, altri crolli localizzati in via XX Settembre,  tra tutti il noto palazzo del benzinaio che poi venne abbattuto, via dell’Arcivescovado e via Cascina. Furono inoltre riscontrati danni al complesso del Gran Panorama.

palazzo benzinaio: la demolizione
palazzo benzinaio commercianti

Oggi, a ricordare il triste evento di un anno fa verrà officiata una messa in piazza San Benedetto di Norcia dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Papa Francesco.

Nel Centro Italia colpito da l terremoto però, vi sono anche iniziative volte ad esorcizzare e a incentivare la rinascita:

Wired Italia e ActionAid presentano “Immersi nel cratere”: un’esperienza a 360 gradi nel Centro Italia colpito dal terremoto

Uno storytelling interattivo in prima persona per raccontare la voglia di restare e ricominciare

Wired e ActionAid presentano “Immersi nel Cratere”, un reportage interattivo  a 360° che trasporta il pubblico nelle condizioni di vita in Centro Italia a oltre un anno dalla prima scossa di terremoto. Quattro testimoni incarnano la capacità di reagire al disastro, accompagnando lo spettatore in un’esplorazione immersiva, raccontando speranze, paure e aspettative. “Immersi nel Cratere” è un racconto in prima persona, senza mediazioni di alcun tipo.

Ogni reportage, della durata di circa quattro minuti, approfondisce un aspetto specifico legato al post-sisma.

“Immersi nel cratere” intende portare lo spettatore dentro la realtà delle zone colpite, dove le comunità stanno cercando di riappropriarsi dei loro territori e ricominciare a vivere nonostante le molte difficoltà. A oltre un anno dalla prima scossa del 24 agosto 2016, la ricostruzione non è ancora cominciata e lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 28 febbraio 2018. La rimozione delle macerie procede molto a rilento, mentre il numero degli sfollati è di 30mila.

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