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Comune: scintille sulle partecipate, unione sull’inno

Si discute, si scaldano gli animi, si richiama il regolamento, si lascia l’aula. Scene già viste che si ripetono puntuali nel consiglio comunale di oggi. Uno scontro tra maggioranza e opposizione per ogni punto all’ordine del giorno, interrogazione o interpellanza che sia.

Si critica l’assenza di contenuti e atti amministrativi concreti da una parte, si tira in ballo l’eredità lasciata dal centro sinistra dall’altro.

Uno scontro che boccia la proposta di Cimoroni sul processo di nomina degli amministratori delle partecipate, ma che si addolcisce di fronte alla scelta dell’introduzione dell’Inno d’Italia ad apertura dei lavori di ogni consiglio e a misure  per disciplinare  l’utilizzo di slot all’interno delle attività commerciali.

Ma andiamo per ordine.

Udienze pubbliche per i vertici delle partecipate

Già due settimane fa non era passata in commissione la proposta di delibera presentata da Carla Cimoroni – Coalizione sociale – che suggeriva di introdurre un meccanismo di audizioni pubbliche per la scelta degli amministratori unici delle società partecipate dal comune. Oggi in consiglio la proposta ha incassato 18 no, 6 astenuti e 4 voti favorevoli.

Le nomine dei vertici delle partecipate di un comune spettano al sindaco per legge. “Ma sono 4 mesi che avete vinto, che dite che le Spa sono uno scandalo, che sono in mano agli Unni e tardate nella nomina degli amministratori. Perché?” – interviene Masciocco. “Lo scontro ora è sull’ex Onpi. A chi spetterà ricoprire il ruolo di amministratore? A Fratelli d’Italia? A Noi con Salvini? Oppure a Forza Italia o L’Aquila Futura?” – continua il consigliere di Articolo 1.

Già in passato, su questo tema, anche la stessa maggioranza si era divisa sui criteri per le presidenze: Noi con Salvini e Fratelli d’Italia chiedevano nuovi amministratori unici laureati, Forza Italia ribadiva un no.

Le società partecipate hanno ancora amministratori nominati da Cialente tranne il Ctgs dove è stato scelto l’avvocato De Nardis, dirigente delle partecipate del comune e ora anche amministratore del Centro Turistico.

“Chi deciderà sulla fusione Ama-Tua se all’Ama non c’è nessuno?” – interviene Mancini. “Votate la delibera visto che non ne avete un’altra, questa era la priorità!”

Inno Nazionale: Esecuzione musicata e se possibile cantata

“L’inno nazionale rappresenta un inno distintivo, fa vibrare il sentimento di appartenenza”- dichiara Rocci di L’Aquila Futura.

Elisabetta Vicini: “Lì fuori si aspettano cose diverse da noi. Un ordine del giorno di questo genere offende le problematiche della città. Dietro un simile ordine del giorno c’è un ricatto ideologico. Io voto no. E l’inno europeo? L’avete dimenticato. Dovreste uscire dai sovranismi e dai nazionalismi”.
Masciocco: “Io voto a favore se qualcuno dei rappresentatari mi recita adesso l’inno di Mameli a memoria!”

Eppure l’Inno ha messo d’accordo tutti o quasi: 24 Sì, un Astenuto (Cimoroni) e un No (Vicini).

Situazione progetto Case Arischia

“Demolizione e messa in sicurezza del centro storico, riapertura del progetto C.a.s.e. di Arischia dando attuazione alla delibera di Giunta della scorsa amministrazione comunale con la quale sono stati stanziati 600mila euro per la sistemazione degli alloggi”.

L’interrogazione di Elia Serpetti si scalda con l’intervento brusco di Fabrizio Taranta di Noi con Salvini, che di fatto parla sul discorso del consigliere,  a questo segue la contestazione di Masciocco.

Mutamento di destinazione d’uso, e contestuale alienazione, di terreni appartenenti al demanio di Collebrincioni.

17 Sì, 10 Astenuti: il Consiglio approva.

Contrasto e prevenzione ludopatia

I consiglieri Santangelo e Rocci di L’Aquila Futura vogliono istituire un marchio Free Love Aq, introdurre paletti e vincoli, rispetto della legge regionale e istituire un regolamento che disciplina l’introduzione di slot e simili all’interno dei negozi. Con 26 voti favorevoli il consiglio approva. [fm] (in aggiornamento)

 

 

 

 

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