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Qualità della vita, un Abruzzo dolceamaro

Un Abruzzo che promette bene per quanto riguarda la salute, la sicurezza, l’ambiente ed il legame comunitario, ma che preoccupa per il reddito, il lavoro, l’istruzione.

E’ quanto emerge dall’ultimo studio dell’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: relativamente alle 395 regioni che compongono i 35 Stati facenti parte dell’ente, sono stati presi in considerazione 11 aspetti del benessere: reddito, lavoro e abitazione, istruzione, salute, ambiente, sicurezza, impegno civile e accesso ai servizi, comunità e soddisfazione di vita. I valori degli indicatori sono espressi in termini di punti cha vanno da 0 a 10.

Nell’ampio dibattito apertosi negli ultimi anni circa l’inadeguatezza del Pil a misurare il benessere di una società, l’OCSE ha elaborato una batteria di indicatori volti a misurare a livello di regioni i diversi aspetti che concorrono a determinare il livello di qualità della vita dei cittadini.

Buoni dunque i valori dei risultati relativi alla salute (tasso di mortalità: 6,9 per mille; speranza di vita alla nascita: 82,9 anni), sicurezza (tasso di omicidi: 0,8 per centomila), ambiente (inquinamento atmosferico da polveri sottili: 9.2 µg/m³), partecipazione civile (presenza di votanti: 75,9%) e comunità (persone che hanno parenti o amici su cui poter contare in caso di necessità: 91,7%), ambiti che collocano l’Abruzzo nella prima metà della graduatoria delle 395 regioni OCSE.

Assolutamente carente è, invece, l’Abruzzo per quanto riguarda gli altri ambiti considerati: reddito, lavoro, istruzione, accesso alla banda larga, abitazione e soddisfazione di vita.

Si osserva in particolare un basso reddito pro capite (16.529 USD) che ha fatto ottenere all’Abruzzo 3,7 punti su 10 e lo colloca non solo 221° su 395 nella graduatoria OCSE, ma anche al 14° posto su 21 della classifica nazionale.

Il lavoro. Con un tasso di occupazione del 54,9% e di disoccupazione del 12,5%, all’Abruzzo sono assegnati 3,8 punti su 10 e la regione si colloca al 14° posto della classifica italiana e intorno al 340° posto della graduatoria OCSE. Considerando la disoccupazione si rileva che in Italia, come in Turchia, Spagna e Belgio, esistono grandi differenze tra regioni.

L’istruzione. Misurata in termini di peso percentuale sulle forze lavoro della componente che possiede almeno la licenza di scuola media superiore (punteggio 5,8 su 10). La quota del 68,6% (5,8 punti su 10), che colloca l’Abruzzo tra le prime dieci regioni italiane, lo relega al 284° della classifica OCSE.

Banda larga. Vi ha accesso il 69% delle famiglie abruzzesi. Il punteggio OCSE corrispondente è di 6,4 decimi, la posizione in ambito nazionale è la 13° e quella internazionale la 257°.

Soddisfazione di vita. Gli abruzzesi hanno dichiarato mediamente, in una scala da 1 a 10, di posizionarsi su 6,1, che corrisponde in ambito internazionale al punteggio OCSE di 3,7. Non pessimo il posizionamento in ambito nazionale (11° posto), in fondo alla classifica quello internazionale (288° posto).

Il quadro che emerge è, in conclusione, fatto di molte ombre e poche luci: le ombre evidenziano fattori di debolezza strutturale della società regionale, legate ad una certa incapacità di “tenere il passo con i tempi”, e le luci sembrano essere l’ultimo riflesso di positività legate, da una parte, alle contenute dimensioni del territorio regionale e, dall’altra, ad una cultura e a modalità di vita tradizionali che, in Abruzzo più che altrove, non sono ancora state soppiantate completamente dalle veloci trasformazioni degli ultimi anni.

 

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