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Centro Turistico, un buco da 4.5 milioni

Il Centro Turistico del Gran Sasso ha un buco da 4,5 milioni di euro: una situazione debitoria emersa ieri nella nota integrativa al bilancio consolidato.

Daniele Ferella, di Noi con Salvini, chiede di portare gli atti in Procura e alla Corte dei Conti. “Quello che ho chiesto ieri alla Presidenza del Consiglio – ha spiegato al Capoluogo – era di trasmettere la delibera sul bilancio consolidato, in particolare la relazione fatta dall’assessore Di Stefano, nella quale vengono fuori delle cose che potrebbero avere dei riscontri penali e contabili”.

Già tempo fa questo giornale ha avuto modo di anticipare alcune opacità presenti nella gestione economica del Centro Turistico. Nella relazione a cui Ferella fa riferimento, viene evidenziato in particolare l’utilizzo improprio dei fondi europei: “E’ stata utilizzata una parte dei fondi CIPE, che erano vincolati alle infrastrutture, per pagare la spesa corrente”.

“Nella relazione – continua Ferella – c’è una parte dedicata alla Gran Sasso Acqua, relativa all’accordo fatto con la Scarl, che sta lavorando ai sottoservizi, per il pagamento delle riserve sui lavori. Hanno liquidato circa settecentomila euro, dicendo che non potevano essere liquidate dal direttore ma dalla penna del consulente legale”.

Il sindaco Biondi, nel frattempo, preannuncia ulteriori “azioni correttive”, a seguito delle numerose problematiche emerse nel bilancio consolidato approvato in Consiglio Comunale.

“Spese imponenti, operazioni finanziarie complesse, gestione ‘rilassata’ e problematiche legate all’organizzazione del personale, impongono di trattare il tema della razionalizzazione delle società partecipate con maggiore cautela di quanto non abbia già previsto”, è stato il commento del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“In questi primi tre mesi di governo – ha proseguito il primo cittadino – si è proceduto a un’analisi preliminare utile a determinare criticità e opportunità. La scelta di nominare un commissario per Centro turistico del Gran Sasso è funzionale all’acquisizione di informazioni relative ai problemi dell’azienda, che deve far fronte a investimenti di rilievo. Si pensi, solo a titolo di esempio, al cantiere della seggiovia delle Fontari, chiuso da febbraio a giugno in un cassetto”.

Alle parole di Biondi l’aria in consiglio si fa tesa, con il centrosinistra che accusa: “Quattro mesi dopo le elezioni avete copiato il piano di Cialente sulle spa”.

 

 

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