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Demansionamento lavoratore UGL, condannata ASM

L’ASM di L’Aquila è stata condannata per demansionamento di un lavoratore iscritto alla UGL dell’Aquila.

Lo rende noto la stessa organizzazione sindacale in una nota nella quale ricorda, ulteriormente, la recente condanna sempre dell’azienda municipalizzata per trattamento antisindacale contro la UGL Igiene Ambientale del capoluogo.

“Trattasi dell’epoca gestionale dell’ex amministratore unico di ASM spa che predispose lo spostamento di un dipendente dal settore amministrativo – ufficio acquisti, appalti e gare – alle attività di magazzino sfociate ed acclarate poi nella sentenza, nella mansione di operatore manovale nonostante le condizioni dello stesso”

specifica l’UGL.

“Ebbene il Giudice del Lavoro del Tribunale dell’Aquila con sentenza n. 255/2017 – che qui riportiamo in allegato – ha condannato l’ASM spa L’Aquila nella persona del suo legale pro-tempore, Avv. Francesco Rosettini, al risarcimento del danno di demansionamento, liquidato in misura pari ad 1/3 della retribuzione mensile del lavoratore stesso per oltre un anno e per un importo prossimo, considerata la condanna anche alle spese legali, di oltre 18 mila euro.

E chi paga? I soliti cittadini e contribuenti aquilani!

Secondo quanto riportato nel ricorso del lavoratore – lo stesso si era espresso contrariamente all’acquisto dei ormai noti Dispositivi di Protezione Individuale – DPI – che qualcun altro sembrerebbe avesse evidenziato come addirittura “cuciti con filo italiano”; riteniamo pienamente corresponsabile l’attuale AU di ASM spa L’Aquila, che con nota interna – rivolta a tutti i lavoratori – ha dichiarato tempo addietro la continuità amministrativa.

Il lavoratore, da come si legge nella sentenza, è sostanzialmente sottoutilizzato secondo le proprie capacità dimostrando come riportato nel medesimo dispositivo, “…che la sopravvenuta variazione delle mansioni dell’istante ha oggettivamente determinato uno svuotamento della professionalità acquisita dallo stesso nel corso della sua esperienza lavorativa…” ed ancora determinando “…un progressivo svilimento della competenza maturata”.

Inoltre in conclusione “Sulla scorta degli elementi in fatto e in diritto illustrati, si ritiene che sia palese la dequalificazione professionale subita …” dal lavoratore.

Ed attualmente il lavoratore dov’è? Sempre al medesimo reparto magazzino ma intanto ogni giorno si vede incrementare la possibilità di ulteriore risarcimento e la possibile ed implicita causa di mobbing!

Così proprio non va!

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