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Tribunale Avezzano, i sindaci si autotassano

I trentasette sindaci marsicani sono pronti ad addossarsi le spese per mantenere in vita il Tribunale D’Avezzano.

Per ora, la soluzione tampone presentata dal sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis sembra essere l’unica possibile: i Comuni della Marsica dovranno unirsi in uno sforzo collettivo perché lo Stato non può, o non vuole, garantire la copertura economica necessaria.

Entro dieci giorni verrà approvata una delibera per impegnare le varie giunte comunali al contributo economico per salvare la struttura giudiziaria. Una vera e propria autotassazione, che coprirà le spese gestionali per l’erogazione dei servizi di giustizia.

Chiaramente, ha tenuto a precisare De Angelis, ci sarà uno spazio di manovra nel “carico” che i vari amministratori dovranno sobbarcarsi, vale a dire: non tutti dovranno mettere la stessa somma di denaro, tutto dipende dalle disponibilità delle casse comunali.

In realtà la proposta di De Angelis non ha evitato il sorgere di comprensibili malumori da parte di alcuni primi cittadini. Come il sindaco di Canistro, Emiliano Pompa, ad esempio: “Dei tribunali deve farsi carico lo Stato”.

In ogni caso, tutti hanno aderito all’iniziativa. In una conferenza stampa, il Presidente del Tribunale di Avezzano aveva sottolineato la gravità della situazione: “Ci troviamo ad avere una procura che lavora ed un tribunale fermo per mancanza di organico. Sto per gettare la spugna le istituzioni ci hanno abbandonato, di tutte le lettere che ho inviato al Csm non ho mai avuto risposta”.

Solidarietà verso i sindaci marsicani è arrivata stamane dal collega aquilano Pierluigi Biondi, secondo cui tale iniziativa “è il segno tangibile di quali sacrifici siano costretti ad affrontare i territori delle aree interne e con quale senso di responsabilità i primi cittadini sono disposti a gravare ulteriormente sulle casse comunali per mantenere dei presìdi fondamentali per le comunità locali”.

“La volontà di mantenere in vita un baluardo di legalità a servizio dell’intera provincia – ha proseguito Biondi – è un bel segnale contro le politiche che da anni stanno smantellando pezzi di Stato dietro il ricatto di una presunta razionalizzazione delle spese che hanno l’unico effetto di colpire i cittadini e i servizi ad essi dedicati – aggiunge il sindaco – Dalla sanità all’assistenza, dai trasporti alle tutele sociali non si fa altro che parlare di tagli. Una politica di austerità senza alcuna efficacia a fronte di un debito pubblico che continua a salire in maniera ormai indiscriminata”.

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