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Olicar, sciopero e protesta al San Salvatore

Gli stipendi promessi non sono arrivati e i dipendenti di Olicar da questa mattina sono in sciopero.

Alle ore 11 la protesta annunciata è terminata, non ci sono i dipendenti a manifestare, ma restano striscioni giganti posti agli ingressi dell’ospedale San Salvatore.

“Senza certezza vegliamo sulla vostra sicurezza. Lavoratori Olicar in stato di agitazione”- si legge su uno di questi.

Una situazione che si trascina da mesi per i dipendenti della società che garantisce i servizi tecnici e di manutenzione in tutti gli ospedali della Asl 1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila.

Lo stato di agitazione era stato proclamato lo scorso 2 ottobre, dopo mesi di mancati pagamenti e promesse non mantenute, denunciano lavoratori e sindacati.

L’ultima comunicazione da parte della Olicar Gestione Srl era relativa allo stipendio di settembre che sarebbe stato pagato entro il 18 ottobre: non è successo.

Alla Filcams Cgil e relative RSA non è rimasto altro che proclamare uno sciopero dalle 6 di oggi alle 6 di domani mattina. Otto ore per turno, più il blocco degli straordinari dalle 6 di questa mattina fino a diversa disposizione sindacale.

Lo stato di agitazione, sottolineano, è da ritenersi permanente fino a diversa disposizione sindacale.

Sono oltre cento i dipendenti di questa società: nemmeno una trattativa fiume nella Prefettura dell’Aquila è riuscita a riportare il sereno nella vicenda dei lavoratori Olicar.

Il rischio è che ricevano gli stipendi fino a dicembre prossimo in grave ritardo e la tredicesima addirittura dopo la metà di Gennaio 2018.

Le associazioni sindacali di categoria, dopo aver inutilmente provato a dialogare con la società Olicar Gestione, subentrata a Marzo 2017 alla Olicar Spa che ora ha addirittura chiesto un concordato al Tribunale di Asti, hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto al Prefetto un suo intervento per cercare di dirimere la situazione. Senza però successo.

Partirà a stretto giro la richiesta da parte dei sindacati di chiedere il pagamento degli stipendi in surroga, così come previsto dalle norme di legge, al committente ASL 1.

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