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Amorosi tra Comune e Regione

Tiziano Amorosi a un bivio tra Comune e Regione: sembrerebbe giunto, infatti, il momento del distaccamento del dirigente dalla Provincia a uno degli altri due Enti.

La scelta, però, tra una posizione comunale e una ben più prestigiosa e remunerativa collocazione regionale ancora non pare compiersi. Forse l’elemento di titubanza non è solo da ricercarsi nella disparità di posizioni e di trattamento economico ma anche nel riemergere di vicende giudiziarie che riguardano il dirigente provinciale.

Infatti proprio nel momento in cui si prospetta tale passaggio, si riapre la vicenda giudiziaria del processo a carico di Amorosi relativo al Comune di Sulmona.

È delle ultime ore la notizia che sarebbe erronea secondo la Procura la sentenza con cui il gip Giovanna Bilò ha prosciolto a settembre nove imputati eccellenti dall’accusa di peculato, falso in atti pubblici, usurpazione di funzioni e appropriazione indebita.

L’accusa nei confronti dell’ex sindaco Fabio Federico e del suo assessore al Personale Mauro Tirabassi, delle ex segretarie Angela Graziani e Franca Colella, dell’ex dirigente del settore Cultura Tiziano Amorosi e dirigente del Bilancio Filomena Sorrentino, nonché tre funzionari (Stefania Spinosa, Fragolina Di Ianni ed Elisabetta Salsedo), era relativa all’assunzione e soprattutto allo stipendio aggiuntivo del dirigente della Provincia Tiziano Amorosi, assunto a scavalco a palazzo San Francesco durante la legislatura Federico.

Il Dirigente prestato dalla Provincia infatti, non avrebbe dovuto ricevere negli anni tra il 2011 e il 2013 un compenso quantificato in 80.000 euro dal Comune di Sulmona poiché già titolare di un contratto dirigenziale.

Il fondamento giuridico del ricorso va individuato nel fatto che l’amministrazione provinciale dell’Aquila avrebbe dovuto formalizzare l’autorizzazione all’incarico e procedere alla collocazione in aspettativa senza assegni del dirigente Amorosi.

Inoltre uno dei capi di imputazione del processo riguardava l’illecito utilizzo delle autovetture di servizio. Amorosi, sospettato di essersi fatto accompagnare e riprendere da una delle auto blu presso l’aeroporto di Pescara per motivi personali, per sviare le investigazioni in corso e nascondere altri reati legati ad assenteismo che stavano contestualmente emergendo, avrebbe creato un falso registro di uscita automezzi da esibire agli operatori, nascondendo quello vero grazie alla collaborazione di due impiegati provinciali.

Anche il Direttore Generale della Provincia Giovanni Di Pangrazio, indagato sull’utilizzo illecito o meno di auto blu è in procinto di passare al Comune o alla Regione.

L’ex sindaco di Avezzano, fratello del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, è in attesa come Amorosi di passare all’amministrazione comunale o regionale, dopo aver subito vicende giudiziarie analoghe per cui uno degli imputati, l’autista Ercole Bianchini aveva anche chiesto ed ottenuto il patteggiamento.

Per concludere, davanti al bivio tra comune e Regione comunque Amorosi ancora non formula una scelta e il ricorso in Cassazione o in Corte d’Appello contro la sentenza di proscioglimento del 21 settembre scorso riapre dunque l’iter processuale e nuovi scenari per il dirigente provinciale.

(L.S)

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