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Piero Angela, 90 anni di passione

di Andrea Giallonardo

“Mi sento benissimo, ho solo qualche problemino alle ginocchia ma per il resto non mi lamento. Il segreto è mantenere pulite le carotidi così che possano sempre far funzionare il cervello: le mie, fortunatamente, sono ancora pulitissime”.

Sulla soglia dei novant’anni Piero Angela è ancora lucido, autoironico e dalla dialettica vivace.

Arrivato nel pomeriggio di ieri all’Aquila su invito di Nuova Acropoli per presentare la sua ultima pubblicazione, ha trovato un auditorium Sericchi incapace di contenere le tantissime persone venute per ascoltarlo:

Quando partecipo ad eventi trovo sempre moltissime persone ad attendermi e spesso dico agli organizzatori di reperire strutture molto capienti perché a volte, come in quest’occasione, molta gente è costretta a rimanere fuori”.

piero angela a l'aquila
piero angela a l'aquila

Il Mio Lungo Viaggio è il trentottesimo libro scritto dal celebre divulgatore: in esso Angela racconta i retroscena di mezzo secolo di lavoro svelando curiosità ed aneddoti sulla sua formazione professionale ed umana.

Ascoltando Piero Angela parlare della propria giovinezza si ha l’impressione di avere davanti non già un pilastro della cultura scientifica italiana che ha ispirato la vita di generazioni di ricercatori ma un amico che ti racconta della propria vita come farebbe un nonno con i nipoti:

“Voi pensate che a scuola fossi il primo della classe, in realtà ero il secondo ed a volte prendevo anche qualche votaccio. Un giorno fui interrogato senza che avessi studiato: presi un bel due, un voto per andare alla lavagna ed un altro per tornare al banco”.

Negli anni Piero Angela, con il suo caratteristico parlare pacato, ci ha spiegato i segreti del corpo umano, ci ha portato a spasso nel tempo, dai dinosauri al giorno d’oggi, senza tralasciare interrogativi su come sarà il prossimo futuro:

“Ne ho viste tante, arrivato a quest’età mi duole dovermi dire preoccupato per il nostro Paese, ancora prigioniero dei propri atavici difetti, avrei voluto vedere l’Italia progredire ed invece è ferma, incapace di reagire alle sfide di un mondo che cambia sempre più velocemente”

Anche il suo mondo è drasticamente cambiato:

La televisione ha subito cambiamenti radicali. Non rimpiango quella delle origini, troppo affettata e seriosa, tuttavia devo constatare che nei programmi attuali la cultura stenta a trovare spazio. Succede quando si inseguono solamente gli alti indici di ascolto”

piero angela a l'aquila
piero angela a l'aquila

A lui non è mai passato per la testa di modificare il proprio programma per fare qualche ascolto in più, la carriera ed i guadagni non hanno mai preso il sopravvento sulla passione per la divulgazione scientifica:

“Non ho mai desiderato ricoprire incarichi di prestigio, ricordo che tempo fa Letizia Moratti mi propose di diventare direttore di una rete televisiva, declinai l’offerta senza neanche voler sapere di quale rete si trattasse.”

Allo stesso modo si è tenuto lontano dalla politica e dalle sue beghe:

“Non sono mai stato sostenitore di un partito, ho sempre votato per le persone, per quelle che quando le incontri ti ispirano affidabilità, quindi ho votato molto poco nella vita”

Con Piero Angela hai a che fare con un uomo di altri tempi, misurato e modesto, ironico e rigoroso.

“Ricordo mio padre come una persona generosa ma molto austera, a casa nostra non si parlava mai di diritti, solo di doveri, credo di aver ricevuto il dono dell’ironia da mia madre”

Gli affetti sono sempre stati importantissimi per Angela, prova ne è la presenza all’incontro della moglie, la signora Margherita, che lo accompagna spesso nei suoi spostamenti ed a cui il divulgatore riserva sorrisi d’intesa. La fama non ha intaccato i valori fondativi di una vita intera passata al servizio della cultura e della valorizzazione della persona umana:

“Sia io che mia moglie siamo sempre stati d’accordo nell’investire sull’educazione dei figli, sulla filantropia e la beneficienza, non abbiamo mai considerato fondamentale avere macchine di lusso, pellicce e roba del genere”

A chi gli chiede se abbia mai commesso degli errori risponde che tutti ne commettiamo, l’importante è che siano in buona fede, come quando fu invitato alla degustazione dei vini Barolo e:

“Mi presentai davanti ad un folto pubblico, lodai le caratteristiche del vino ma poi dissi di essere astemio”

Sulla nostra città ha parole di speranza:

“Quando arrivai dopo il sisma mi sembrava di rivivere i bombardamenti, dopo quattro anni vedo che la ricostruzione degli edifici procede, mi auguro che sia curata allo stesso modo quella del tessuto umano e sociale. Se ritenete di aver subito delle ingiustizie denunciatele senza esitare, fate come gli uccellini appena nati che quanto più pigolano più attenzioni ricevono dai genitori”.

Tanti, tantissimi i giovani accorsi ad ascoltarlo

“Per un vecchietto come me è sempre un’emozione vedere così tanti ragazzi venire ai propri eventi, ricevo da loro tante dimostrazioni di affetto che a volte mi fanno commuovere, voglio dire a questi giovani che gli voglio bene!”

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