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La Provincia dell’Aquila è in sciopero

Ancora oggi, all’indomani di una legge di riordino, la cosiddetta Legge Del Rio, avviata nel 2014 e non ancora attuata, le Province vivono una situazione di disagio legata all’incertezza e alle difficoltà ad erogare servizi di qualità.

 

Questa è la situazione che lamentano i dipendenti di tutte le Province italiane, che oggi tengono un’intera giornata di sciopero proclamata da Cgil, Cisl e Uil e che questa mattina hanno svolto un sit-in anche a L’Aquila.

“La Provincia – denunciano i sindacati – è un contenitore vuoto, anche perché all’indomani di un esito referendario che ha mantenuto in piedi questi enti ancora non si chiarisce come dovrebbe andare avanti privo di risorse economiche certe e di risorse umane visto il mantenimento del blocco del turnover. Problemi che incidono sul funzionamento di tutti i settori – viabilità, edilizia scolastica, polizia provinciale – per non parlare di quei settori che si trovano in un limbo come le Politiche del Lavoro”.

In particolare – proseguono – i dipendenti dei Centri per l’impiego lamentano che non riusciamo a identificare il nostro datore di lavoro, operiamo in assegnazione temporanea alla Provincia senza essere inseriti nei ruoli organici, non apparteniamo alla Regione che ha ripreso la funzione ma non i dipendenti, non c’è crescita professionale e tantomeno economica“.

“Tra i tanti un problema che necessita di risposte chiare e immediate è il caso dei precari proprio dei Centri per l’Impiego, 33 lavoratori in provincia dell’Aquila che in mancanza di un assetto definitivo e chiaro delle politiche attive vede ancora una volta in bilico la possibilità di stabilizzare chi svolge da oltre dieci anni il servizio, nonostante il testo unico del pubblico impiego fornisca tutti gli strumenti necessari alla stabilizzazione. Nei prossimi confronti dunque chiederemo che venga definito una volta per tutte l’assetto delle politiche attive, insieme alle risorse necessarie alla stabilizzazione e al potenziamento del servizio”.

I sindacati chiedono, alla luce di una situazione critica, un confronto con la Regione: “E’ necessario che contemporaneamente ai tavoli in conferenza unificata si apra un tavolo di confronto con la Regione Abruzzo, al fine di pianificare e chiarire intenti e risorse. E’ necessario che le decisioni e gli strumenti disponibili a livello nazionale vengano concretizzati in atti da parte di chi è delegato alla soluzione delle problematiche relative alla gestione del personale, all’erogazione dei servizi, indicandone le priorità. Tutto ciò passa da una seria politica di programmazione e confronto con le parti sociali da parte della Regione Abruzzo”.

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