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Carabinieri, controlli a tappeto

Controlli a tappeto eseguiti dai Carabinieri della Compagnia di L’Aquila: un arresto e 24 denunce.

I controlli sono finalizzati al contrasto dei reati contro il patrimonio e dei fenomeni illegali legati alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti.

Ad essere arrestata, una persona, per tentato furto aggravato in abitazione. Svariati e più diversi i reati contestati alle numerose persone denunciate: dalla minaccia e violenza privata, alla truffa, dalla guida in stato di ebbrezza al porto illegale di armi ed oggetti atti ad offendere. Ancora, una persona è stata denunciata per abbandono di rifiuti speciali, un’altra per maltrattamenti in famiglia, un’altra ancora per ricerche archeologiche non autorizzate.

Negli ultimi mesi la Compagnia dei Carabinieri di L’Aquila, diretta dal Capitano Francesco Nacca, proprio al fine di porre un freno agli odiosi furti in abitazione, ha fortemente intensificato i servizi di controllo del territorio soprattutto in arco notturno, mediante importanti dispiegamenti di uomini e mezzi e l’organizzazione di mirati servizi a largo raggio, come testimoniato dall’arresto di qualche giorno fa – già reso noto agli organi di stampa – di un uomo sorpreso dai militari a frugare nell’abitazione di uno studente universitario teramano a Coppito.

Il massiccio dispiegamento di mezzi ripetuto quotidianamente e finalizzato ad innalzare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini, ha praticamente fatto registrare un azzeramento del fenomeno, non essendosi rilevati a seguito del furto presso l’abitazione dello studente teramano  ulteriori fatti reato analoghi.

Ancora i militari della Stazione di San Demetrio ne’ Vestini, diretti dal Maresciallo Alessandro Mastropietro, hanno denunciato un aquilano per ricerche archeologiche non autorizzate, reato per il quale è prevista la pena dell’arresto fino ad un anno e dell’ammenda da euro 310 a euro 3.099.

L’uomo, classe ’86, a seguito di segnalazione, veniva trovato dai militari ancora intento a cercare materiale di interesse archeologico nel sottosuolo munito di apparecchio “metal detector”.

Quest’ultima denuncia risulta anch’essa il frutto di continui servizi finalizzati al monitoraggio e alla vigilanza continua di questo e degli altri siti di interesse archeologico del circondario aquilano, tra i quali l’anfiteatro di Preturo e il sito archeologico del Cermone.

Il fermo del giovane aquilano ha ricevuto il plauso unanime delle autorità locali e testimonia la collaborazione quotidiana tra i militari dell’Aquila e il Ministero dei Beni e le Attività Culturali e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, competente sull’intera regione Abruzzo.

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