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L’Aquila e Dopo di Noi, i progetti per la disabilità

A L’Aquila nasce un tavolo per promuovere iniziative e progetti che affrontino il problema della disabilità in città.

 

Ieri un incontro istituzionale tra il Sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore alle Politiche Sociali Francesco Bignotti, il Direttore Asl 1 Rinaldo Tordera e il coordinamento delle Associazioni dei Disabili, ha fruttato promesse e soluzioni.

Tema centrale: Dopo di Noi, la legge che tutela le persone con disabilità senza sostegno familiare. Un percorso iniziato, per la verità, circa vent’anni or sono.

Primo fra tutti, è tornato in ballo il palazzo di Via Antinori, in centro storico: il Comune possiede il primo piano dell’edificio e l’ex palestra del liceo classico. Il progetto, già appoggiato in passato dall’amministrazione Cialente e mai attuato, prevede la creazione di sei mini appartamenti per persone con disabilità leggera, con l’utilizzo dei fondi della ricostruzione privata.

Il capannone della palestra verrebbe invece abbattuto e sostituito dal cubo di vetro della “Casa della Disabilità”, progettato dall’architetto Enrica De Paulis. Quest’ultima opera sarebbe realizzata con il fondo da 1 milione e duecentomila euro messo a disposizione dalla Protezione Civile a seguito del sisma . “Un punto di contaminazione tra il quartiere, gli studenti e la città”, spiega al Capoluogo Massimo Prosperococco, coordinatore delle Associazioni dei Disabili dell’Aquila. “Questo avrebbe creato un caffè letterario, una sala lettura, un luogo per corsi e mostre di vario genere. In più sarebbe stato ricavato un anfiteatro per piccoli concerti”.

C’è poi il problema della disabilità grave, di quelle persone, cioè, che hanno bisogno di un’assistenza continuata. Qui entra in gioco la Asl 1, che dovrà garantire l’assistenza socio sanitaria. Il Comune dal canto suo metterà a disposizione gli appartamenti del Fondo Immobiliare, distribuiti nel centro della città.

L’obiettivo principale delle associazioni aquilane è quello di evitare ad ogni costo strutture “ghettizzanti”, che non facciano altro che emarginare le persone con disabilità anziché integrarle nel tessuto sociale e produttivo della comunità. Per questo la scelta di edifici in centro, debitamente concordata con i residenti.

 

Le associazioni dei disabili aquilane sono una fucina di idee: in cantiere c’è la creazione di cinque B&B gestiti da persone con disabilità, finanziata con i fondi Mediafriends.

Spiega Prosperococco: “La disabilità non è una malattia, è una condizione: se si eliminano le condizioni che mi rendono disabile, io divento una risorsa”.

 

 

 

 

 

 

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