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Niente mensa e aule studio, Economia nel caos

Nella sede di Economia, ad Acquasanta, continuano i problemi relativi agli spazi destinati alla facoltà: in primis, mancano le aule studio ed il servizio mensa ancora non è stato attivato.

La denuncia arriva, in una lettera aperta, dai rappresentanti del  gruppo studentesco “Senza fili” Davide Napoletano, Silvio Santarelli e Andrea Barone.

La protesta per gli spazi troppo esigui va avanti dallo scorso aprile: alla base del contendere, la mancata apertura di uno dei tre edifici il quale avrebbe dovuto ospitare le aule studio e la mensa.

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Gli studenti al momento possono utilizzare l’edificio C, nel quale sono presenti cinque aule, l’aula magna, la segreteria studenti e una sala lettura contenente solamente 24 posti e insufficiente ad accogliere la mole di studenti che ogni giorno frequenta le lezioni. Poi c’è l’edificio A, che ospita gli uffici dei professori, e l‘edificio B, concessi all’Università dopo un accordo con il Ministero della Giustizia nello scorso 2016.

Tuttavia, l’edificio B, denunciano gli studenti,

“non è utilizzabile in quanto necessita di lavori di perfezionamento atti ad evitare che la struttura possa allagarsi a seguito di temporali o rovesci. Dal mese di luglio la pratica giace al Genio pubblico. In sintesi, il problema è di origine burocratica.

Dal mese di aprile sono state molte le promesse e gli incontri con l’ateneo e l’ADSU. Durante i diversi incontri i vertici dell’Ateneo hanno rassicurato noi studenti dichiarando che entro l’inizio di ottobre la struttura sarebbe stata fruibile. Ad oggi le promesse non sono state mantenute, siamo tornati a seguire le lezioni e i problemi sono tornati più imponenti di prima. È inammissibile pensare che centinaia di studenti debbano studiare seduti a terra per i corridoi e nessun tipo di servizio sia fruibile nella sua interezza, violando totalmente il nostro diritto allo studio.”

Una situazione difficile per gli studenti di Economia, che non hanno un luogo dove poter studiare e per i quali la mensa

“che dovrebbe essere un diritto essenziale dell’università, non è invece assicurata, e ciò non permette agli studenti titolari di borsa di studio di usufruire della gratuità del pasto e a quelli aventi una fascia di reddito media di poter accedere a un pasto completo a tariffa ridotta. Attualmente l’unica aula studio presente (la sala lettura) svolge orari ridotti, di modo che anche quelle poche persone che hanno il privilegio di sedersi (ricordiamo che la sala lettura dispone di soli 24 posti a sedere) alle 14 sono costrette ad andare via a causa della chiusura.
C’è da aggiungere che l’Adsu ha ottenuto tutti i permessi igienico-sanitari per l’apertura della mensa e ha anche costruito il degrassatore che era necessario per evitare possibili contaminazioni. La mensa avrebbe quindi potuto aprire il primo settembre, ma essendo l’edificio B del campus ancora impraticabile, l’apertura non è avvenuta e quindi nessun problema è stato risolto

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