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Sede unica, una proposta sul tavolo

di Fulgo Graziosi

Caro Sindaco,
l’avvio di una nuova gestione amministrativa comporta sempre un maggiore impegno, soprattutto per trovare i giusti collegamenti con la precedente impostazione, ove possibile.

Mi rendo anche conto che qualsiasi iniziativa debba rientrare logicamente nell’alveo delle linee programmate enunciate durante la campagna elettorale e sintetizzate nel programma di gestione di recente approvazione.

Ho preso atto della non piena condivisione dello stesso che, forse, ha deluso, come spesso avviene, le aspettative delle altre componenti politiche e della cittadinanza.

Ti vorrei dare una mano, in senso critico, per affrontare e risolvere alcuni progetti che appaiono fumosi e dispendiosi per la cassa comunale e, inevitabilmente, per i cittadini che vedrebbero crescere le già pesanti imposizioni tributarie.

Porrò sul tavolo della tua scrivania un argomento alla volta, onde evitare di sollevare inutili polveroni, dai quali non scaturisce alcuna iniziativa concreta e tangibile. I cittadini vorrebbero che le enunciazioni venissero tradotte in fatti e azioni positive.

Mi riferisco alla proposta di realizzazione di un immobile capace di ospitare tutti gli uffici di competenza comunale.

Un sogno che tanti Sindaci hanno accarezzato nel tempo senza alcuna possibilità di realizzazione. È un progetto valido, razionale e perseguibile. Per poterne avviare il programma di realizzazione fattibile, sarà necessario guardarsi attorno, realizzando, una volta per tutte, un preciso e indiscutibile catasto del patrimonio edilizio comunale, con l’individuazione analitica della rendita prodotta dagli immobili.

Naturalmente, tale indagine andrebbe allargata alle società partecipate e agli Enti presso i quali il Comune esercita delle cointeressenze.

Inoltre, occorrerebbe fare una considerazione di fondo, relativa alla presenza in centro della casa Comunale.

Non è più possibile parlare della sede rappresentativa a Piazza Palazzo e di una ipotetica sede operativa lungo il viale della Stazione, peggio ancora di sedi disseminate sul territorio cittadino. Non avremmo risolto il problema. Una possibile soluzione esiste realmente, realizzabile e che potrebbe dare un senso alle aspirazioni dell’Amministrazione, ma, anche e soprattutto, alle aspettative dei cittadini che, a volte, sono costretti ad effettuare il giro della città, senza
poter risolvere i propri problemi, penalizzati dagli orari.

Per coloro che si muovono a piedi sarà ben difficile recarsi alla Stazione e da qui al Torrione nei limiti di tempo stabiliti per l’apertura degli sportelli comunali. Bene. A tutto ciò potrebbe esserci un rimedio. Una possibile soluzione che ha bisogno di moltissima diplomazia nel saper porre sul tavolo della discussione una sapiente proposta, perseguibile sotto ogni profilo. Te la illustro, non come l’uovo di Colombo, ma come possibile ipotesi da esaminare con particolare attenzione.

A Piazza Palazzo esiste un isolato delimitato da Via Marrelli, Via Sallustio, Via Cavour e dalla stessa Piazza Palazzo, posto nelle immediate adiacenze del palazzo Margherita. Tra gli spigoli c’è una distanza di non più di sette metri. Il predetto isolato di proprietà della ex ECA (Ente Comunale di Assistenza), di cui lo stesso Comune si è occupato per diversi anni. In tempi abbastanza recenti l’ECA ha subito una variazione sociale, passando alla nuova denominazione di IPAB, Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza, la cui attività si svolge normalmente sul territorio comunale.

Si potrebbe, meglio ancora di dovrebbe, intavolare una trattativa con l’IPAB per l’utilizzazione di quei considerevoli spazi per il raggruppamento dei servizi comunali.

Sarà necessario arrivare allo studio, alla redazione e alla sottoscrizione di una apposita convenzione tra le due entità comunali, attraverso la quale si potrebbe codificare che il Comune provvederà alla progettazione di recupero dell’immobile, le cui opere potrebbero ricadere all’interno del programma di ricostruzione. Sarà necessario, inoltre, lasciare all’IPAB una superficie idonea per lo svolgimento dei compiti istituzionali e la fissazione di un canone di locazione determinabile in funzione della destinazione politico sociale dell’immobile oggetto della trattativa. Infine, andrebbero ben definiti compiti, funzioni e interventi economico finanziari per l’esecuzione delle opere di ordinaria e
straordinaria manutenzione dell’immobile oggetto della convenzione.

In questo modo si potrebbero raggiungere due obiettivi cardine: la riunione di tutti gli uffici comunali a Piazza Palazzo, senza ricorrere alla formula di sede rappresentativa e sede operativa, il conseguimento di sensibili economie che potrebbero consentire l’investimento in altre attività istituzionali.

Ci vuole un po’ di coraggio, che certamente non ti manca, per effettuare le dovute analisi, onde sviluppare le relative tesi e sintesi.

Caro Sindaco, ogni tanto bisognerebbe osare per vedere soddisfatte le aspirazioni proprie e dei cittadini qmministrati. La soddisfazione implica, però, di non rimanere passivi: è l’emozione che si raggiunge quando si fa qualcosa per adattarsi ad una nuova situazione o per risolvere un problema.

Coraggio e buon lavoro.

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