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Asilo Occupato: quanto mi costi

La prima richiesta di sgombero dell’Asilo Occupato risale al 2011. A distanza di sei anni lo stabile in viale Duca degli Abruzzi verrà “liberato”. La cronistoria del palazzo, divenuto casa di varie associazioni nel dopo terremoto, che tanto ha fatto discutere e la decisione che cambia le carte in tavola, durante un Consiglio Comunale infuocato.

Cosa è successo ieri a Villa Gioia? E’ passata con 18 sì e 9 no la mozione del centrodestra che impegna il sindaco Biondi a sgomberare entro 15 giorni la struttura in viale Duca degli Abruzzi.

Dopo una decina di interventi che hanno spaccato in due il consiglio è arrivato l’emendamento a firma di Fratelli D’Italia che cerca di ammorbidire la mozione originaria di Roberto Junior Silveri, impegnando il primo cittadino a sostenere le associazioni culturali, e allo stesso tempo la estende con l’annuncio del controllo per la verifica di altre eventuali occupazioni di spazi pubblici.

“Facciamo tornare alla normalità questa città” – è categorico Biondi che raggiunge Villa Gioia dopo le 18 perché impegnato a Roma durante tutta la giornata.

Quindi ecco una seconda presa di posizione (“Se approvata la mozione farò un’ordinanza perché rispetto il Consiglio comunale” – ha detto Biondi) che si somma a quella dell’ottobre 2011 che porta la firma di Mario Di Gregorio, allora dirigente comunale.

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Come si legge nella foto, il documento del settore ricostruzione pubblica è stato indirizzato all’allora sindaco Massimo Cialente e all’allora assessore alle Politiche Sociali Stefania Pezzopane.

“La verifica di consumi risulta essere effettiva nonostante la struttura sia vuota dal terremoto del 2009. Il settore ha chiesto alla Gran Sasso Acqua di interrompere la fornitura”.

Quanto è costato al Comune l’Asilo Occupato?

Questa è la questione che è passata in secondo piano, ieri come negli anni passati. Le utenze dell’edificio pubblico erano a carico del Comune, da un anno invece sono intestate a una singola persona appartenete a una delle associazioni che si è stabilita in Viale Duca degli Abruzzi.

Come può un singolo farsi carico delle bollette di un bene pubblico per giunta occupato abusivamente? E’ legittimo prendersi con forza una spazio pubblico e trasformarlo in luogo di ritrovo? Perché le altre decine e decine di associazioni del territorio, nate dopo il sisma per fare aggregazione, pagano la quota d’affitto per mantenersi una sede? 

Per quanto Cialente abbia chiuso un occhio, o forse due, sull’utilizzo dell’ex asilo c’è da dire che nella sua giunta l’assessore Emanuela Di Giovanbattista aveva redatto un progetto che si prefiggeva di trasformare la struttura in un centro anziani al piano terra e luogo ricreativo per giovani al piano superiore.

 

 

 

 

 

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