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Soppressione Forestale, anche l’Europa vuole vederci chiaro

La legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del suo personale nell’Arma dei Carabinieri – riforma voluta nel 2016 dal Governo in base alla legge delega Madia – sarà oggetto di valutazione anche da parte del Comitato europeo dei diritti sociali, organo del Consiglio d’Europa che sovraintende al rispetto dei diritti sociali e dei diritti dei lavoratori da parte degli Stati europei.

Il Comitato ha infatti ritenuto ricevibile il ricorso dei sindacati dell’ex Corpo Forestale.

Lo fa sapere l’avvocato Egidio Lizza che assiste personale e sigle sindacali dell’ex Corpo, Ugl-Cfs e Sapaf, dinanzi sia alla Corte Costituzionale sia al Comitato europeo, al quale hanno deciso di rivolgersi per verificare se la riforma sia contraria al diritto europeo e, in particolare, alla Carta sociale europea.

E’ dell’agosto scorso la decisione del Tar Abruzzo, sezione di Pescara, che ha considerato la riforma contraria alla “libertà di autodeterminazione” degli appartenenti alla Forestale, “in mancanza della possibilità di esercitare una scelta pienamente libera e volontaria di divenire personale militare”.

Il Tar abruzzese è uno di quelli ai quali sono stati presentati ricorsi da oltre 2000 membri dell’ex Corpo Forestale.

“E’ un ulteriore importante passo avanti nel percorso – commenta Lizza del foro di Roma – che ci auguriamo porti alla cancellazione di questa cattiva riforma. L’organismo europeo valuterà, come potrà fare la Corte Costituzionale italiana, se a tali dipendenti civili dello Stato sia stata, da un atto del Governo, cancellata la libertà di scegliere la propria professione, imponendo il ruolo di militare qual è quello degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Essendo venute meno, con la riforma, le tutele sindacali prima godute dai Forestali in modo analogo ad ogni altro dipendente dello Stato, il Comitato verificherà se ciò sia incompatibile, come crediamo, con le regole europee e internazionali in materia di lavoro pubblico”.

Il Comitato ascolterà anche il punto di vista di altri Stati europei e organizzazioni internazionali.

Infine, spiega Lizza, “il Comitato europeo assumerà una decisione trasmettendola all’Assemblea parlamentare e al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, deputato ad assumere raccomandazioni vincolanti nei confronti degli Stati nei casi di violazione dei diritti riconosciuti dalla Carta sociale europea”.

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