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Amatrice, aperta inchiesta su soldi sms

Poca trasparenza sulla gestione dei soldi provenienti dagli sms di solidarietà che gli italiani hanno mandato dopo il terremoto che ha sconvolto un anno fa il Centro Italia.

La denuncia del sindaco di Amatrice Pirozzi fa ricordare polemiche e ferite mai cicatrizzate anche a L’Aquila, dove il dibattito su che fine abbiano fatto i soldi degli sms è ancora vivo.

Il sindaco di Amatrice ne ha parlato ad Atreju, la convention di Fratelli d’Italia che si è svolta sabato scorso:  l’ha definita una scelta scellerata.

Penso che tutte le persone che in quel momento hanno donato 2 euro li abbiano versati per Amatrice, Norcia e tutti gli altri comuni colpiti dal terremoto il 24 agosto. Poi però mancano gli scarponi e decidono di non dare niente a questi paesi, facendo delle scelte totalmente diverse. Nelle Marche avevano anche ipotizzato di fare una pista ciclabile a Civitanova

ha detto, precisando poi in serata – dopo che la bomba mediatica era esplosa – che la Protezione Civile non c’entra nulla e di non aver mai detto che i soldi degli sms sono scomparsi.

Di fatto, però, e non solo dopo le affermazioni di Pirozzi, la Procura di Rieti vuole vederci chiaro: ha aperto una inchiesta sulla destinazione dei 33 milioni di euro raccolti dalle donazioni degli italiani via sms.

In quei 33 milioni, fra l’altro, ci sono fondi anche per due progetti in due comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 2016 – 2017, Corropoli e Capitignano.

I progetti finanziati

Dalla Protezione Civile sono stati raccolti 24 milioni con gli sms al numero 45500, attivato in tre diversi periodi (dal 24 agosto al 9 ottobre 2016, dal 30 ottobre al 30 novembre e poi di nuovo dal 31 dicembre al 14 febbraio); il resto donato direttamente sul conto corrente bancario aperto dal Dipartimento della Protezione Civile

I 33 milioni complessivi, precisa la Protezione civile, sono confluiti nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione dopo l’approvazione dei progetti proposti dalle Regioni d’intesa con i territori colpiti. Non ci sono progetti da finanziare ad Amatrice ed Accumoli – ha ulteriormente sottolineato  la Protezione civile – solo perché lì le spese erano già state coperte.

Sono 18 i progetti approvati con la supervisione del Comitato di garanti nominato per l’occasione.

In Abruzzo, riguardano il finanziamento di un centro polifunzionale a Capitignano (150mila euro) – che fungerà anche da chiesa – e un istituto di alta formazione in Val Vibrata, a Corropoli.

Su Capitignano è amara la constatazione del sindaco Maurizio Pelosi che ha chiarito- come si legge da Il Centro -che i fondi arrivano dagli sms degli abruzzesi.

Circa due mesi fa la Protezione Civile ci ha comunicato che al Comune sono stati assegnati 150 mila euro che non sono stati erogati. Ma i fondi si riferiscono agli sms della Regione Abruzzo e non nazionali, come quelli per Amatrice e cratere. Ci sono carte scritte, speriamo ci vengano erogati. Per noi non è una novità l’attesa, attendiamo dal 2009 i fondi per la ricostruzione relativa al sisma dell’Aquila. Poi ci sono quelli del terremoto 2016-2017. Abbiamo ricostruito molto poco: sarà colpa del governo, dei tecnici, dei politici, ma sindaco e cittadini non hanno responsabilità.

Successe a L’Aquila

La Protezione Civile raccolse per il post sisma de L’Aquila con diversi sistemi – fra cui anche gli sms – circa 70 milioni. 5 milioni dagli sms. Il sistema prevedeva la costituzione, con quei soldi, di un Consorzio finanziario con un Fondo di garanzia. Un progetto di microcredito con enti locali, banche e Caritas, con costi di gestione alti e tempi lunghi di attuazione. Fumosa e dilatata nel tempo la rendicontazione di quel denaro.

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