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L’Aquila accoglie gli Alpini foto

Al via oggi in città il secondo Raduno del Battaglione Alpini “L’Aquila”, una tre giorni in omaggio dell’eroico reparto che dalla sua costituzione ha visto passare tra le sue file decine di migliaia di alpini abruzzesi e d’ogni altra regione, in guerra come in pace.

Decine di migliaia di alpini, in 82 anni di storia del Battaglione, inquadrati nel glorioso reparto, ma anche formatisi nel Battaglione di addestramento reclute della Brigata Julia che fino al 1975 ha operato all’Aquila, fintanto che il Battaglione “L’Aquila”, lasciando il Friuli, non si è insediato finalmente nella città capoluogo della quale porta il nome.

secondo raduno alpini

Sono giorni che la città si prepara all’invasione pacifica delle penne nere: bandiere tricolori e striscioni sono ben visibili in tutta la città. Evento clou la sfilata di domenica: sono attesi in città oltre 10mila alpini.

Modifiche alla viabilità

Domani, sabato 23 settembre, sarà totalmente interdetta la circolazione lungo corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo e corso Federico II dalle 10.30 alle 12.30 e sarà vietata la sosta a piazza Battaglione degli Alpini dalle 8 alle 13.

Domenica 24 settembre, dalle 7 alle 13, sarà interdetta la circolazione a viale Gran Sasso, piazza Battaglione degli Alpini, via Malta, via Castello, corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via Tagliacozzo e viale De Gasperi (solo la corsia a scendere, dalla rotatoria del lato di via Volta). Sulle stesse strade sarà vietata la sosta e il parcheggio, sempre dalle 7 alle 13, non sarà possibile a via Parrozzani e via Cardinale Mazzarino (tratto compreso tra le intersezioni con via Urbani e viale De Gasperi).

Il primo raduno lo scorso anno

Lo scorso anno il primo Raduno richiamò diverse migliaia di alpini, da tutte le contrade d’Abruzzo e d’Italia.

alpini

Marciarono in cinquemila nella sfilata finale, dopo 3 giorni di rievocazioni e di memoria alpina. Ma anche di grande affetto verso L’Aquila, dove la straordinaria generosità degli alpini dell’ANA ha offerto prove tangibili di vicinanza e di solidarietà, dopo il terremoto del 2009 ed ancora in questi mesi dopo il sisma del 2016-2017 che ha colpito l’Italia centrale.

Il programma del Secondo Raduno

Ricco il programma degli appuntamenti civili, istituzionali e culturali: rassegne corali, presentazione del volume
“La Campagna di Russia 1941/1943” di Maria Teresa Giusti (Università di Chieti), commemorazione del
Battaglione “L’Aquila” e di 4 Medaglie d’oro al valor militare – Enrico Rebeggiani, Giuseppe Mazzocca, Italo
D’Eramo, Aurelio Grue – delle 12 che onorano il vessillo della Sezione Abruzzi. Quattro eroi, originari ciascuno
di una delle quattro province d’Abruzzo. Quindi la S. Messa in suffragio di tutti i Caduti del Battaglione
“L’Aquila”, presieduta dall’Ordinario militare d’Italia, Mons. Santo Marcianò. Infine, domenica 24 settembre, la
Sfilata che da viale Alcide De Gasperi attraverserà L’Aquila, nel cuore del centro storico che sta rinascendo dalle
rovine del terremoto, per concludersi a Piazza Duomo, dove si terranno le allocuzioni delle Autorità.

La storia del Battaglione Alpini L’Aquila

a cura di Goffredo Palmerini
Il 13 aprile 1935, a Gorizia, viene costituito il Battaglione Alpini “L’Aquila”, ereditando la Bandiera di Guerra
del disciolto Battaglione “Monte Berico”, e inquadrato nel 9° Reggimento Alpini della Divisione Julia, assieme ai
Battaglioni “Vicenza” e “Val Cismon”. Gabriele d’Annunzio conia il motto del Battaglione: “D’Aquila Penne,
Ugne di Leonessa”. Nel secondo conflitto mondiale, con l’attacco alla Grecia ordinato da Mussolini il 28 ottobre
1940, anche i reparti del 9° Reggimento Alpini vengono dispiegati in quello scacchiere. “Quella che doveva
essere un’esercitazione per spezzare le reni ad Atene – scrive tra l’altro Corradino Palmerini in una breve Storia
degli Alpini -, dove con poche Divisioni si sarebbero portati i Greci all’armistizio, si rivelò invece una tragedia, in
combattimenti con fiumi in piena e con scarsi rifornimenti, dal ponte di Perati alla Vojussa, dal Gori-i- Topit al Tomori, dal Trebescin allo Scindeli, dal Bregianit al Golico, dal Pindo al Monte Chiarista, dove cadde eroicamente il caporal maggiore Mario Rossi, decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare. A lui è intitolato
il Gruppo Alpini di Paganica, del quale per diversi anni sono stato Capogruppo”.

Il 23 aprile 1941, dopo che i Tedeschi erano entrati in Grecia dalla Macedonia, in poche settimane l’esercito greco è sopraffatto e firma l’armistizio di Salonicco. Quanto costa all’Italia quella sciagurata Campagna di Grecia? 13.502 caduti, 38.768 feriti e 17.907 congelati di varia gravità. Ma a questo già grave bilancio si debbono aggiungere gli alpini del Battaglione “Gemona”, già tanto duramente provati in battaglia, annegati nel siluramento, davanti a Corfù,
della nave Galilea, ad opera d’un sommergibile britannico, mentre stanno tornando in patria. Periscono in quella
tragica notte 21 ufficiali, 18 sottufficiali e 612 alpini della Julia. Vengono ripescati e si salvano solo in 246.

Il Duce vuole sdebitarsi con l’alleato tedesco, intervenuto in Grecia per salvarci da una difficile situazione. Così
fa mandare in Russia il CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia). Ma non basta! Viene deciso di approntare l’ARMIR: ne fa parte anche un Corpo d’Armata alpino che Hitler intende impiegare nel Caucaso. Viene poi il contrordine e gli alpini sono dirottati nelle steppe che costeggiano il Don. Anche qui, pur con armi superate e con equipaggiamenti inadeguati, le penne nere combattono valorosamente. In particolare il Battaglione “L’Aquila”.

Il 14 agosto 1942, infatti, parte ancora per il fronte russo, rimesso a nuovo dopo il rimpatrio dalla Grecia. Sulle rive del Don, il Battaglione “L’Aquila” è attestato in prossimità del bosco di Witeliszki, mentre davanti sono il “Vicenza” e il “Val Cismon”, sulla destra il “Tolmezzo”. Quando i Russi sfondano il fronte, vengono chiamati a tamponare le falle createsi nella zona dove sono impegnate le Divisioni Sforzesca, Ravenna e Cosseria. Dicembre del 1942 è un mese di aspri combattimenti, durante il quale il nostro Battaglione è posto a presidiare il quadrivio di Selenyj Jar, il “Quadrivio di sangue”.
La battaglia infuria nei giorni di Natale, terribile e sanguinosa. Il Battaglione “L’Aquila” resiste eroicamente ma viene decimato: dei 51 ufficiali, 52 sottufficiali e 1752 alpini, dopo la ritirata, rientreranno in Italia il 19 marzo 1943 solo 3 ufficiali – tra cui il tenente Giuseppe (Peppino) Prisco decorato di Medaglia d’Argento al Valor militare, e 152 alpini. Anche i superstiti del Battaglione “Monte Cervino”e i Battaglioni fratelli del 9° Reggimento, il “Vicenza” e.“Val Cismon”, partecipano alla resistenza che non permette ai Russi d’entrare a Rossoch, dove ha sede il Comando del Corpo d’Armata Alpino.

Al decimato Battaglione“L’Aquila” viene dato ordine di ritirata il 17 gennaio 1943, quando i Russi hanno sfondato il fronte minacciando di rinchiudere l’intero Corpo d’Armata dentro una grande sacca. Era la sacca di Nikolajewka, dove nella battaglia del 26 gennaio 1943, all’ordine perentorio del Gen. Reverberi “Tridentina avanti!” viene sfondata la linea russa in prossimità del terrapieno della ferrovia Waluiki-Nikolajewka, che sembrava insormontabile. Memorabile l’impegno del Battaglione “Morbegno”.

Da lì ha inizio la lunga marcia di ritirata, così ben descritta da Giulio Bedeschi in “Centomila gavette di ghiaccio”,
Mario Rigoni Stern nel “Sergente nella neve” e ancora da Aldo Rasero in “Alpini della Julia”. A rendere onore all’eroismo degli alpini nella Campagna di Russia è proprio il nemico. Il bollettino militare russo dell’8 febbraio 1943 così scrive: “Gli alpini italiani devono ritenersi imbattuti nel suolo di Russia”.

Dopo l’8 settembre 1943 l’Esercito italiano è lasciato allo sbando, con il Re fuggito da Roma a Brindisi insieme al
Capo del Governo Pietro Badoglio e al Capo di Stato maggiore della Difesa, gen. Roatta. L’Italia viene occupata
dai Tedeschi. Mentre gli Alleati risalgono l’Italia, dopo lo sbarco in Sicilia del 10 luglio ‘43, nell’autunno si
costituiscono reparti di “fiamme verdi” che si aggregano all’Esercito di Liberazione. Si uniranno tutti gli alpini che
rientrano dai Balcani.

Lo Stato Maggiore dispone che venga costituito un Battaglione di Alpini abruzzesi, giovani volontari, richiamati e “veci” che sono scesi dal Veneto, dopo l’8 settembre, per animare la Resistenza nella zona della Majella. Il Battaglione si chiama “Abruzzi”, ma il 25 novembre riprende il vecchio nome “L’Aquila”, con le compagnie che portano i gloriosi numeri 93^, 108^, 143^ e 119^. Lo comanda il maggiore Augusto De Cobelli.

A metà marzo 1945 gli alpini tornano sul fronte, sulla “Linea Gotica”. Le posizioni dei Battaglioni sono completamente allo scoperto, a contatto ravvicinato con le linee avanzate tedesche. La posizione del Battaglione
“L’Aquila” è la più delicata e in un’azione muore il maggiore De Cobelli, decorato di Medaglia d’Oro alla memoria. Ogni notte sono colpi di mano, azioni di pattuglia, cannonate e bombe a mano, finché la mattina del 19 aprile, “Piemonte” e “L’Aquila” attaccano Casa Carrara, a quota 163, e poi a quota 363 San Chierico. I Tedeschi cedono e nella pianura s’intravede Bologna. Il 21 aprile gli alpini del Battaglione “Piemonte”, subito dopo i Bersaglieri del “Goito”, entrano in città. Nel pomeriggio scende con una massacrante marcia tra le colline anche il Battaglione “L’Aquila”. Rimarranno nel capoluogo emiliano in servizio d’ordine, poi il 29 aprile alpini e bersaglieri riprendono l’avanzata: arrivano a Bergamo e Brescia. Il primo maggio il Battaglione “L’Aquila” è a Como e il giorno dopo a Torino, dopo aver combattuto contro nuclei tedeschi che resistono ancora disperatamente nella zona di Pavia.
Sempre il 2 maggio, la 108^ Compagnia del Battaglione “L’Aquila” raggiunge Edolo, occupa il Passo del Tonale e il 4 maggio un plotone di alpini entra a Bolzano. Il 5 maggio termina il ciclo operativo: il Battaglione “L’Aquila” è schierato tra lo Spluga e lo Stelvio, il “Piemonte” effettua azioni di rastrellamento in Val Camonica, nel bergamasco e in Valtellina. Il 18 maggio i due Battaglioni riceveranno la Medaglia d’Argento al Valore militare.

Il 1° aprile 1946 il Battaglione “L’Aquila” costituirà il nucleo attorno al quale risorgerà l’8° Alpini, il
Reggimento di Cantore in Libia. Quando nel 1949 l’Italia entrerà nell’Alleanza Atlantica, poco a poco verrà ricostituita la Brigata Alpina Julia e, dopo, le Brigate Alpine Taurinense, Tridentina, Orobica e infine la Cadore. Il 22 luglio 1991 è soppressa la Brigata Orobica e nel 1997 la Brigata Cadore. Il 15 maggio 2001 è soppressa anche la Tridentina e il 5° Alpini e il 5° Artiglieria da Montagna sono passati alla Julia.

In questo riordinamento delle Truppe Alpine, il Battaglione “L’Aquila”, già dal 1975 di stanza nella Caserma Rossi della città capoluogo d’Abruzzo, diventa 9° Reggimento Alpini e passa alle dipendenze della Brigata Alpina Taurinense distaccandosi dalla Julia, con grande rammarico, alla quale aveva appartenuto fin dalla sua costituzione.

Nel maggio 2017 viene costituito il Battaglione “Orta”, reparto operativo di pronto intervento per calamità naturali, con speciali e moderne dotazioni. E’ inquadrato nel 9° Reggimento Alpini dell’Aquila.

alpini aquilani sul morrone
alpini aquilani sul morrone

Sul Vessillo della Sezione Abruzzi dell’ANA campeggiano 12 Medaglie d’Oro al Valor Militare, meritate nelle varie
guerre:
1) Aurelio Grue da Atri, Adua 1896;
2)   Giovanni Esposito da Loreto Aprutino, Derna Libia 1912;
3)   Alfredo Di Cocco da Popoli, Monfenera 1917;
4)   Antonio Ciamarra da Napoli, Monte Tomba 1917;
5)   Silvio Di Giacomo da Acciano, Kristobasileo Grecia 1940;
6)   Luigi Rendina da L’Aquila, Vendrescia Grecia 1941;
7)   Enrico Rebegiani da Chieti, Ivanowka Russia 1942;
8)   Ugo Piccinini da Barisciano, Selenyj Jar Russia 1942;
9)   Giuseppe Mazzocca da Farindola, Ivanowka Russia 1942;
10) Gino Campomizzi da Castel di Ieri, Ivanowka Russia 1942;
11)  Italo D’Eramo da Rocca di Mezzo, Sacca di Nikolajewka Russia 1943;
12)  Lorenzo Brasadola da Calvi dell’Umbria, Selenyj Jar Russia 1943.
“Con i nomi di questi eroi si completano queste pillole di storia alpina, con particolare riferimento agli alpini
abruzzesi e ai gloriosi reparti in cui sono stati inquadrati. La Sezione Abruzzi dell’ANA vanta oggi nelle sue file
circa 11mila alpini associati e un’organizzazione di Protezione Civile alpina tra le più efficienti e organizzate
d’Italia”, conclude Corradino Palmerini nella sua Breve Storia degli Alpini, dalla quale sono sunteggiate queste
annotazioni.

Il programma dettagliato

VENERDI’ 22 SETTEMBRE

15.00 Auditorium del Parco – Il Giornalista Giustino Parisse presenta il libro della Prof.ssa Maria Teresa
Giusti “La Campagna di Russia 1941/1943”.
16.00 Rassegna corale con la partecipazione del Coro Gran Sasso, Coro Portella e del Coro del CAI.

SABATO 23 SETTEMBRE

10.00 Alzabandiera (Piazzale delle Medaglie d’Oro)
10.30 Inaugurazione del Punto di Informazione per il Reclutamento dei Volontari.
10.45 Deposizione corona alla lapide dedicata al Battaglione Alpini L’Aquila (Fontana Luminosa)
11.00 Inizio sfilata Piazza Battaglione Alpini L’Aquila – Villa Comunale. Deposizione corone al
Monumento dei Caduti e alla stele dedicata al Cap. Michele Iacobucci.
14.30/18 Auditorium del Parco. Commemorazione del Battaglione Alpini L’Aquila.
14.30 Apertura dei lavori. Saluto di Maurizio Capri, Presidente del Comitato Organizzatore e di Pietro
D’Alfonso, Presidente dell’ANA Abruzzi.
15.10 Esposizione dei vari interventi effettuati dal Battaglione Alpini L’Aquila in occasione delle varie
calamità naturali.
15.30 Commemorazione dei decorati con Medaglia d’Oro al Valor Militare:

– Ten. Enrico REBEGGIANI di Chieti (Fronte Russo 22.12.1942)
– Alp. Giuseppe MAZZOCCA di Farindola (PE) (Fronte Russo 22.12.1942)
– Ten. Italo D’ERAMO Rocca di Mezzo (Fronte Russo 28.01.1943)
– Ten. Aurelio GRUE Atri (TE) (Adua 01.03.1896).
17.15 Esibizione Corale 99
18.30 Messa in suffragio dei Caduti del Battaglione Alpini L’Aquila celebrata da S.E. Mons. Santo
Marcianò, Ordinario Militare per l’Italia.

DOMENICA 24 SETTEMBRE

8.3/10.3 Afflusso partecipanti. Colazione. Ammassamento Viale De Gasperi (nei pressi della Farmacia
Comunale e della sede ANCE).
9.45 Deposizione corona al monumento del Mar. Luca Polsinelli (Caserma Rossi – Questura).
11.00 inizio sfilata: Via De Gasperi, Viale Gran Sasso, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Duomo).
12.30 Saluti e interventi delle Autorità presenti.
18.00 Ammaina bandiera e chiusura della manifestazione in Piazza delle Medaglie d’Oro.

 

(e.f.)

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