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Cotugno, nuovo striscione contro lo ‘spezzatino’

“Non vogliamo le conseguenze delle vostre inadempienze”.

Si legge questo sullo striscione affisso all’esterno della sede principale dell’Istituto Cotugno di via Da Vinci. Gli studenti entrano da via Carducci.

Il riferimento è ovviamente alla situazione organizzativa e relativa alla sicurezza con cui devono convivere gli studenti del Cotugno e le loro famiglie.

Da quasi dieci giorni – e con un preavviso davvero minimo – gli studenti sono divisi in 5 sedi:

  • 19 aule nella sede del Liceo Classico “D. Cotugno” in via Leonardo Da Vinci;
  • 26 nel polo di Acquasanta, dislocate tra gli istituti “O. Colecchi”, “A. D’Aosta” e musp  ITS;
  • 5 aule nella scuola media “G. Carducci”, in via Edoardo Scarfoglio.

Una situazione molto difficile, tanto da indurre la preside dell’Istituto, Serenella Ottaviano, a scrivere una accorata lettera nella quale definisce studenti e professori ‘profughi nella nostra stessa città’.

Ci ritroviamo, infatti, nella umiliante situazione di “richiedenti asilo” perché ancora senza tetto, sfollati e profughi in cerca di protezione nella nostra stessa città.

Siamo tutte e tutti consapevoli che il Convitto “Cotugno” non è l’unico istituto a non avere una sede sicuramente certificata, ma è l’unica scuola a non avere … la scuola!
Ed è mortificante e frustrante trovarsi nella condizione di simil questuanti alla fra’ Galdino a perorare scampoli di spazi per garantire almeno la ripresa ordinaria delle lezioni, per lavorare e studiare nella normalità.

(e.f.)

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