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Università dell’Aquila: basta numero chiuso

Dopo la sentenza del Tar del Lazio contraria all’introduzione del numero chiuso nelle facoltà umanistiche dell’Università di Milano, anche a L’aquila gli attivisti dell’Unione degli Studenti Universitari  tornano in azione.

Oggi, presso la sede di Udu L’aquila, una conferenza stampa ha cercato di chiarire gli effetti della sentenza sull’Ateneo aquilano. Il motto è: anche l’Università dell’Aquila deve adattarsi. Presenti l’avvocato Michele Bonetti e il rappresentante dell’esecutivo nazionale UDU Andrea Core.

A fine marzo il Dipartimento di studi umanistici della Statale di Milano aveva deciso di introdurre il numero chiuso in tutti i corsi. Pronta è arrivata la risposta degli attivisti di Udu, con il ricorso al Tar del Lazio, che giorni fa ha dato loro ragione, giudicando la decisione illeggittima.

Oggi gli attivisti aquilani tornano a chiedere l’eliminazione del numero programmato locale introdotto dalla rettrice Paola Inverardi nel 2014 nei corsi di laurea di scienze motorie, biotecnologie, biologia e scienze psicologiche.

“A L’Aquila abbiamo già vinto, negli anni passati, dei ricorsi contro il numero programmato fondato su requisiti di sostenibilità, quindi l’Ateneo è a conoscenza del fatto che l’inserimento del numero programmato non è lecito, pertanto invitiamo la Rettrice a sospendere i test di ammissione e a riaprire le iscrizioni altrimenti saremo costretti a procedere per vie legali”, ha spiegato Bonetti, in riferimento al ricorso vinto con sentenza in Consiglio di Stato contro il numero programmato al corso di Laurea Magistrale in Psicologia.

Udu L’Aquila ha evidenziato il calo di iscritti a seguito della decisione della rettrice:

“Nel 2014 quando la Rettrice Inverardi promosse l’introduzione del numero programmato locale in quattro corsi di laurea, scienze motorie, biologia, biotecnologie e scienze psicologiche, giustificò questa scelta come imposta dagli stessi decreti che oggi la sentenza del TAR richiama come normativamente insufficienti a far scattare la programmazione locale. (…) I quattro corsi di laurea dell’Aquila che sono stati colpiti dall’introduzione del numero programmato erano di fatto i corsi più attrattivi nel post-terremoto per l’università dell’Aquila. La chiusura di questi corsi ha prodotto un duro colpo alle immatricolazioni e al numero degli iscritti dell’Ateneo ma soprattutto per quanto riguarda gli studenti fuorisede, essendo questi corsi​ ​di​ ​laurea​ ​più​ ​attrattivi​ ​verso​ ​le​ ​Regioni​ ​limitrofe​ ​quali​ ​la​​Campania, il​ ​Lazio, la​ Puglia”.

Andrea Fiorini, presidente del Consiglio Direttivo del Sindacato Studentesco, ha illustrato i dati forniti dal MIUR, sottolineando che gli studenti iscritti ai test d’ingresso sono in numero inferiore rispetto al numero di posti disponibili.  Se si dà un’occhiata all’Anagrafe Nazionale degli Studenti, ci si accorge che l’Università dell’Aquila è scesa da un numero complessivo di iscritti nell’anno accademico 2012/2013 di 24.228 ai 17.052 ​del 2016/2017. (d.r.)

 

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