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Garante per infanzia, l’Abruzzo non ce l’ha

Garante regionale per l’infanzia, l’Abruzzo non ce l’ha. Mamme per L’Aquila lo richiede.

di Francesca Marchi

Dal 2013 quasi tutte le regioni hanno previsto questa figura perché in quell’anno è diventata operativa la Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presieduta dal Garante e composta dai Garanti regionali. Ne fanno parte Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia,Toscana, Umbria, Veneto e i Garanti delle due Province Autonome di Bolzano e Trento.

L’Abruzzo manca all’appello non avendo ancora approvato una legge che prevede l’istituzione di questa figura.

“In Abruzzo il Garante dell’Infanzia non è presente!” – così l’associazione Mamme Per L’Aquila.
“Abbiamo chiesto incontro con il consigliere Pierpaolo Pietrucci e al vice presidente Giovanni Lolli.
Ovviamente chiediamo un Garante Infanzia e Adolescenza sopra le parti, come nel nostro stile”.

L’associazione, che rappresenta le mamme e i bambini della città, sottolinea la necessità di avere un “garante super partes“: equo e neutrale che possa garantire i diritti dei “più indifesi”. Le mamme si stanno mettendo in contatto anche con l’assessore alle politiche sociali Marinella Slocco.

Perché questa necessità?

“Ci siamo rivolte più volte al Garante dell’infanzia e dell’adolescenza Nazionale, il quale ci ha dato una mano in diverse situazioni, ma in alcune di queste non poteva aiutarci in quanto di competenza regionale”.

Inoltre la nostra regione, con la Legge Regionale n. 46 del 2 giugno 1988, ha affidato in convenzione la funzione e il ruolo di Difensore dell’infanzia al Comitato Italiano per l’Unicef.

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