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Cotugno, un limbo senza fine

Giovedì 7 settembre sapremo finalmente la disposizione delle aule dei Licei Classico, Linguistico e di Scienze Umane dell’Istituto Domenico Cotugno.

E’ ciò che è emerso stamane in una riunione del Presidente di Provincia Angelo Caruso e del consigliere provinciale Vincenzo Calvisi con il Comitato Scuole Sicure e i rappresentanti di studenti e genitori. Lo schema è sempre quello: 30 classi negli edifici del Polo di Acquasanta e 18 nell’ edificio di Via Da Vinci.

Intanto, proprio il 7 settembre è prevista la riapertura dell’Istituto Andrea Bafile, mentre lunedì 11 sarà la volta del Cotugno.

A pochissimi giorni dalla riapertura, le grane non sono finite: sono da reperire ancora quattro o cinque aule e i genitori ancora non sanno dove andranno a scuola i loro figli.

La nuova amministrazione provinciale, insediatasi il 20 agosto, prosegue i sopralluoghi su tutti gli edifici pubblici per trovare le aule mancanti, ma in sostanza la soluzione di Via Da Vinci sembra essere ormai decisione presa. Tutto questo nonostante le perplessità espresse dal Comitato e dagli stessi studenti, soprattutto a seguito del parere negativo del Tar.

I ragazzi sperano di mantenere almeno i singoli indirizzi nel medesimo edificio, in modo da rendere più vivibile l’ormai ribattezzato “spezzatino” del Cotugno.

Intanto in questi giorni è emersa una nuova proposta, rilanciata oggi dall’ex sindaco Massimo Cialente: la scuola delle “Micarelli” a Santa Maria di Farfa, in centro storico, da poco rimessa a nuovo e dotata di isolatori sismici.

Le parole di Cialente:

Leggo numerosi interventi circa la necessità impellente di reperire 10 aule per ospitare i ragazzi del Cotugno. Mentre mi riprometto di ritornare su questa vicenda, mi chiedo per quale motivo nessuno stia prendendo in considerazione l’unico edificio scolastico ormai ricostruito, con isolatori sismici, sicuro al cento per cento. Parlo della scuola dell’Istituto Micarelli, a Santa Maria di Farfa. Dei genitori, già in una assemblea svoltasi nel mese di febbraio, si rifiutarono di tornare li’ in questo mese di settembre, lamentando un ipotetico rischio polveri. Credo che sia folle rinunciare ad utilizzare un edificio ipersicuro e costato milioni alla collettività, rischiando addirittura di costringere i ragazzi ai doppi turni. Cosa fare subito? Oggi ci sarà un incontro con il Comitato Scuole Sicure. Ebbene, come feci io per rassicurare i dipendenti della Prefettura nel momento in cui dovevano tornare in centro, oggi stesso il Presidente Caruso (avrebbe dovuto già pensarci il Sindaco Biondi) richieda all’ARTA di procedere a prelievi e monitorizzazione dell’aria, nelle zone adiacenti, per qualche giorno lavorativo. Fatto questo, che permetterà di tranquillizzare i genitori, in quella scuola o rientrerà, per quest’anno, l’Istituto Micarelli (liberando il Musp) o potrà andarci il Cotugno. Se i lavori hanno rallentato, o se dovesse esserci un ritardo, ad esempio negli allacci, qualcuno indaghi ed intervenga, risolvendo il problema. Vogliamo finire su tutta la stampa nazionale? Doppi turni con scuole ricostruite? Sveglia!”

Se i genitori degli studenti delle Micarelli acconsentissero a tornare nella sede originaria, i ragazzi del Cotugno potrebbero usufruire dei Musp lasciati liberi; in caso contrario proprio questi ultimi potrebbero trasferirsi nell’edificio in centro storico.

Soluzione ancora da valutare: il sindaco Pierluigi Biondi incontrerà i responsabili dell’Istituto in settimana.

Nel frattempo, per gli studenti del Cotugno vecchi e nuovi, continua il limbo.

 

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