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Volontario ferito sul Morrone: fuori pericolo

Un volontario di 30 anni della Protezione Civile è rimasto ferito ieri sera, sul versante di Pacentro, mentre insieme ad altri tentava di arginare l’incendio che da dieci giorni sta devastando il Morrone.

Michele – così si chiama l’uomo, originario di Pettorano sul Gizio – è stato colpito da una pietra in testa che gli ha causato un grave trauma cranico con conseguente emorragia cerebrale. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato colpito da un grosso sasso che si sarebbe staccato da un albero andato distrutto dalle fiamme.

Portato all’ospedale di Sulmona, è stato stabilizzato e subito trasferito al San Salvatore, dove è stato operato d’urgenza e ricoverato nel reparto di Rianimazione. Dopo le prime ore di apprensione, sembra ora fuori pericolo.

Parlavamo di bollettino di guerra sul fronte incendi e purtroppo non mancano i feriti.

Sul campo, diversi i fronti sui quali sono impegnati Vigili del Fuoco, volontari, squadre di terra e mezzi aerei per spegnere il vastissimo rogo.

Il sindaco di Pratola Antonella Di Nino, dopo una nottata passata sulla linea tagliafuoco costruita negli ultimi giorni che è riuscita a limitare i danni almeno sul versante che dà verso il paese, riferisce che

“Il fuoco è contenuto verso la parte alta della montagna laddove non sembra esserci possibilità di passaggio del fuoco sull’altro versante grazie alla parte superiore della tagliafuoco”

Al lavoro due Canadair ai quali se ne aggiungerà un terzo, francese.
Nel frattempo gli uomini dell’esercito si sono sistemati sulla linea tagliafuoco così da operare congiuntamente ai Canadair e fare una importante bonifica della zona.
Ieri il suo appello: c’è bisogno di acqua. Appello ancora valido, insieme a quello legato all’intervento di soli volontari esperti che vadano in ausilio all’esercito e ai Vigili del Fuoco.

Alle 7 sono partiti i lanci aerei anche sul fronte di Raiano: la situazione è monitorata ed anche migliorata, afferma il sindaco di Prezza Marianna Scoccia. Sul lato di Prezza c’è un piccolo focolaio ma è sotto controllo. Al lavoro due squadre dell’Esercito che inizieranno le operazioni di bonifica.

L’inchiesta: roghi tutti dolosi

Il procuratore capo di Sulmona, Giuseppe Bellelli, ha deciso di riunire in un solo fascicolo le sette inchieste aperte negli ultimi dieci giorni di fuoco. I roghi sono tutti dolosi e c’è un filo rosso che lega tutti gli incendi. Ne è convinto il procuratore capo che in una intervista pubblicata oggi su Il Centro fa il punto della situazione.

Dire che ci siano un’unica mano oppure più mani dietro a questi incendi per ora non è possibile. Ma una cosa è certa: c’è un unico disegno criminale. Questo lo posso dire. Abbiamo a che fare con pezzi di un mosaico che noi investigatori dobbiamo ricollegare per trovare la logica che c’è dietro.

Di nessi ce ne sono almeno tre: il primo è temporale, il secondo è legato alle modalità e il terzo ai luoghi. Io non vedo nulla di casuale dietro i roghi sul Morrone oppure a Prezza e in tutti gli altri posti della Valle Peligna dati alle fiamme. Ma noi investigatori dobbiamo ancora capire bene ciò che sta accadendo. Questa vicenda dev’essere interpretata nella sua complessità

(in aggiornamento)

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