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Esclusiva: incendio doloso a Castiglione

di Roberta Galeotti

“Ieri sera verso il tramonto mi sono accorto che del fumo saliva dal bosco vicino Castiglione – ha dichiarato Avio, il proprietario di Casale Calabrese in esclusiva al Capoluogo. “Ho preso il pick up e sono andato subito a verificare cose stesse accadendo”.

 

“Mi sono reso subito conto che fosse scoppiato un incendio nel bosco nei pressi delle casette di Castiglione” – l’antico borgo sulla montagna di Tornimparte usato dai pastori come riparo per il pascolo estivo in altura.
Saranno una decina le case in pietra che formano questo stupendo borgo, un pezzo della storia abruzzese.
Oltre a chiamare subito i Vigili del fuoco, che dall’Aquila hanno impiegato circa 40 minuti per arrivare, Avio ha allertato anche i proprietari delle casette, che si sono subito attivati per arginare le fiamme.

Incendio Tornimparte
Incendio Tornimparte

A quanto ricostruito con gli allevatori, che ogni giorno raggiungono gli animali in montagna, il fuoco si è innescato proprio quando erano tutti ridiscesi a Tornimparte e le case a Castiglione erano tutte vuote.

 

Incendio Tornimparte

“Stavo andando a portare fuori i cani intorno alle 21 – ha continuato il proprietario di Casale Calabrese, il B & B situato sulle montagne tra Tornimparte e Rascino -, quando ho visto le fiamme e il fumo alzarsi inspiegabilmente dal bosco vicino il borgo”.
Sembra inconfutabile riscontrare la mano di un piromane che abbia volontariamente appiccato il fuoco dopo aver atteso che tutti fossero ripartiti.
Quattro squadre di Vigili, con l’aiuto di tutti gli allevatori e gli amministratori della zona, sono riusciti a spegnere l’incendio verso mezzanotte.

In queste ore Secinaro è assediato dal fuoco, agricoltori e residenti sono all’opera per fermare da terra le fiamme, mentre canadair ed elicotteri continuano dall’alto a versare acqua sulle fiamme.

Sul monte Giano le fiamme sono arrivate alle abitazioni che circondano l’antica chiesa nella roccia al confine tra Lazio e Abruzzo.

A Pescorocchiano bruciano i castagneti da più di una settimana.

Il grido di aiuto del piccolo borgo di Offeio, nel Cicolano, arriva dal web. Una squadra di residenti, che gli amici hanno simpaticamente soprannominato Autopompa 17, da più di tre giorni argina ininterrottamente da terra il fuoco.
Notte e giorno con pale e acqua cercano di limitare i danni di questo incendio partito dai casali del Salto.
E’ bruciato il cimitero, le tartufaie ed i castagneti centenari, che gli antenati avevano amorevolmente custodito.
Non basteranno 100 anni per riavere questi castagneti ed i magnifici funghi porcini che ci nascevano.
Proprio qui ad Offeio qualche anno fa era stato trovato il più grande porcino mai visto.

La grande stampa ha dato risalto al rogo che ha distrutto il monumento Dux, ma il fuoco ancora continua a bruciare nel silenzio più totale e nello sgomento dei residenti.

E’ ufficiale che dal rogo del Morrone sia andato in fumo il 5% del Parco Nazionale della Majella.

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