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Quattro Paesaggi Italiani, musicisti per il Centro Italia

di Diego Renzi

Lo splendido piazzale antistante la Basilica di Santa Maria di Collemaggio ospiterà sabato sera alle 21.00 la prima assoluta di “Quattro Paesaggi Italiani”, la suite orchestrale prodotta dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dal Comune dell’Aquila, in collaborazione con il Comune di Foligno e con l’associazione “Amici della Musica di Foligno”, per commemorare le vittime del sisma del Centro Italia. A seguire la Messa a quattro voci di Giacomo Puccini.

Entrambe le opere saranno dirette dal direttore d’orchestra Urlich Windfuhr. Il concerto replicherà il 29 agosto all’Auditorium di San Domenico di Foligno, in occasione del ventennale del terremoto dell’Umbria.

“L’Istituzione Sinfonica ha voluto dare un proprio contributo al Festival della Perdonanza, un contributo di originalità, con una produzione esclusiva e del tutto nuova”, ha spiegato a IlCapoluogo il direttore artistico Luisa Prayer.
“Un programma che desidera porsi all’attenzione del pubblico e della stampa nazionale”, ha sottolineato.

Gli inserti culturali di importanti quotidiani nazionali, come L’Avvenire e Repubblica, stanno dedicando in questi giorni ampio spazio all’evento musicale.

“L’Isa ha voluto ricordare che proprio il Festival della Perdonanza diede un grande segno di rispetto. Il Festival c’è anche quest’anno con la sua vicinanza, perché offre un concerto in commemorazione delle vittime”.
Quattro musicisti, provenienti da Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, hanno concepito i brani musicali che compongono l’opera a partire da specifici motivi tradizionali della Regione di appartenenza. Sono Marcello Filotei, Lucio Gregoretti, Riccardo Panfili e l’abruzzese Andrea Manzoli.

Il tema di ispirazione è il Paesaggio, spiega Luisa Prayer: “Quattro quadri, organizzati come in un polittico. Il paesaggio non è soltanto visivo ma anche sonoro. E’ l’elemento fondante la nostra identità nazionale, è ricordato anche nella nostra Costituzione”.

Il concerto sarà un dialogo esplicito tra musica tradizionale e linguaggio contemporaneo: “E’ una celebrazione dell’amore che noi abbiamo per i nostri territori. L’esecuzione dei quattro pezzi sarà preceduta dalla citazione della musica originale che li ha ispirati. Per il Lazio sentiremo l’organetto del saltarello di Amatrice, sentiremo gli stornelli marchigiani, il canto abruzzese che ha ispirato Andrea Manzoli, cantato a voce sola da una corista del Coro di Pescara, e così anche il Coro di Assisi”.

La composizione vedrà sul palco della Basilica di Collemaggio circa 150 esecutori. Sarà una commemorazione gioiosa, ricca di speranza, tiene a sottolineare Prayer: “Non è un concerto dal tono luttuoso, o funebre. Sia la suite orchestrale che la messa di Puccini, con la partecipazione di cori provenienti dalle quattro Regioni, è un’opera gioiosa, una messa di gloria”.
Il concerto è dedicato ai numerosi volontari che nelle catastrofi corrono in aiuto; sono loro a dare quella speranza che la musica, davanti il Parco di Collemaggio, cercherà di trasmettere al suo pubblico.
Come già accennato, Ulrich Windfur sarà il direttore di entrambe le opere. A IlCapoluogo Windfur racconta il perché della scelta dell’opera pucciniana:

“Questa messa fu riscoperta molto tardi, Puccini non la sentì mai. Fu eseguita per la prima volta negli anni ’50, è ancora un pezzo abbastanza giovane. Tuttavia egli nella sua vita lo stimò molto, pur essendo un’opera giovanile. Ci sono infatti numerose citazioni, per esempio in Manon Lescaut. E’ un pezzo che rappresenta molto bene il genio di Puccini. Per noi la cosa importante è dare un’impressione positiva, una speranza: dalla nostra terra proviene sempre uno spirito positivo. E’ una messa di gloria, non è un requiem. Viene fuori dall’anima. Anche nei Quattro Paesaggi non volevamo buttarci dentro un requiem, bensì creare un legame con il passato, nella gioia dei saltarelli, dei canti popolari, che i bambini cantano sulla strada ancora oggi, che hanno ispirato tanti compositori. Un legame tra la tradizione e l’oggi”.

L’idea è dire: “Andiamo avanti”.

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