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Tagli al personale, stato di agitazione alla ASL

Stato di agitazione del personale dirigente e del comparto della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila: 24 assunzioni a fronte di 100 posti di lavoro tagliati

“Le motivazioni a base della protesta – informano in una nota Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone della FP CGIL – derivano dal conclamato taglio dei costi del personale, stimabile ad oggi in circa 5,3 milioni di euro (vedi delibera di Giunta regionale n° 741 del 15 novembre 2016) ed alle evidenti ripercussioni che tale taglio comporta sia in termini di erogazione dei servizi sanitari pubblici sia sulle condizioni di lavoro a cui sono costretti a far fronte ogni giorno i lavoratori della Asl”.

“Infatti, così come annunciato dall’assessore Silvio Paolucci, in data 21 luglio 2017 è stata adottata la delibera di Giunta regionale n. 400 con la quale nel corso del corrente anno vengono autorizzate n. 24 assunzioni e contestualmente vengono tagliati quasi 100 posti di lavoro!“.

“L’attuale taglio si aggiunge alla definizione della già insufficiente dotazione organica stabilita con deliberazione del direttore generale n. 454/2014 e, a tal proposito, emerge in maniera sempre più consistente la cronica e strutturale carenza di personale su tutte le categorie professionali. Infatti, a fronte di una previsione complessiva pari a n. 4053 unità di personale, solo n. 3417 posti risultano coperti con la conseguente quantificazione in n. 636 i posti vacanti al 31/12/2016”.

Il problema, spiega la FP CGIL, non è legato solo al taglio del personale, ma anche a come viene organizzato il servizio:

“È inaccettabile pertanto dover assistere quotidianamente, in particolar modo nel periodo coincidente con la fruizione delle ferie estive del personale, ad accorpamenti e chiusure di servizi sanitari pubblici essenziali in dispregio alla garanzia del diritto alla salute ed in violazione delle normative contrattuali e di Legge in materia di organizzazione dell’orario di lavoro.

Infatti si assiste a elaborazioni di turni che vengono predisposti a cadenza settimanale, senza la giusta previsione dei riposi settimanali previsti per legge, senza che vengano garantite le 11 ore di riposo tra un turno e l’altro nell’arco delle 24 ore, senza che si dia ai lavoratori la possibilità di usufruire delle ferie pregresse. In più  si fa un massiccio ricorso al lavoro in somministrazione (personale infermieristico, ostetrico ed Oss) per i quali si assiste a sottoscrizioni di contratto a cadenza mensile il più delle volte rinnovato a ridosso delle scadenze, il che rende impossibile effettuare una programmazione dei turni su base annuale. A questo si aggiunga un eccessivo ricorso al lavoro straordinario quale strumento di attuazione di attività ordinaria e programmata in carenza di contrattazione per la costituzione della banca ore e la regolamentazione contrattuale dell’orario di lavoro collettivo. Si assiste infatti a continue variazioni unilaterali degli orari di lavoro del personale turnista”.

Condizioni di lavoro che tendono ad un peggioramento in termini di stress, con una serie di ripercussioni nei confronti dei lavoratori.

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