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Vernici al toluene, H2O: vogliamo trasparenza

Una verniciatura delle gallerie autostradali del Gran Sasso, voluta dall’Autostrada Dei Parchi e poi rimandata in extremis durante un tavolo regionale, torna a far discutere sul ruolo dei cittadini nella gestione del bene comune più prezioso: l’acqua.

In una nota sono gli attivisti del Forum H2O a denunciare il caso: i lavori, della durata di due settimane circa, avrebbero previsto l’utilizzo di vernici con percentuali di toluene, lo stesso trovato nei campioni di liquido esaminati qualche mese fa.

“Riteniamo incredibile che dopo quanto accaduto si continui a procedere per approssimazioni successive tenendo all’oscuro la popolazione”, è la dura constatazione di H2O, in riferimento ai fatti di questa primavera.

“Solo pensare di riverniciare le gallerie con prodotti che contengono tracce seppur minime di toluene (così ci è stato riferito da esponenti regionali) in piena estate con centinaia di migliaia di turisti sulla costa e cittadini residenti ancora arrabbiati per quanto avvenuto nei mesi scorsi crediamo sia il sintomo della sottovalutazione di quanto accaduto”, prosegue la nota.

“Bene quindi la sospensione, seppur in extremis, e la ricerca di alternative tecniche che saranno esaminate la prossima settimana ma così non si può andare avanti! I cittadini pretendono di essere messi a conoscenza di quanto accade. Avevamo chiesto di partecipare almeno come uditori al tavolo regionale e non ci è stata data risposta. Non vi sono neanche i documenti online (verbali, lettere, analisi, bozze dei documenti ecc.).”

“Una mancanza di trasparenza clamorosa che riguarda un bene primario di cui tutti oggi parlano con l’aggravante che persiste dopo una serie di criticità alcune delle quali sollevate e chiarite solo grazie a noi volontari”.

“Vogliamo conoscere prima le caratteristiche dei prodotti, anche alternativi, che intendono usare e il tipo di operazioni che si devono svolgere nella montagna. In ogni caso crediamo che tutto ciò non sia possibile senza implementare i sistemi di monitoraggio in continuo che non vengono ancora installati. Tra l’altro anche l’invio a scarico dell’acqua deve tener conto che ci troviamo in un Parco nazionale”.

“Il 9 luglio – concludono gli attivisti – 600 persone hanno manifestato sfidando il caldo ad Assergi, più del doppio di quanto comunicato prima alla questura. Evidentemente gli abruzzesi vogliono dire la loro sulla salute e sulla salvaguardia dell’acquifero più importante dell’Italia centrale che disseta 700.000 persone d’inverno e oltre un milione d’estate”. [d.r.]

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