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Paganica, torna la Festa del Donatore

Come da decenni, nell’ultimo week-end di luglio, torna la Festa del Donatore di Sangue, della Sezione Vas Paganica.

“E’ l’inizio di una nuova era – raccontano entusiasti gli organizzatori – in quanto dopo decenni è stato rinnovato il direttivo formato da molti giovani: presidente Paolo Pasqua, vice presidente Ennio Evangelista, segretario Antonello Ricci e tesoriere Luigi Fiordigigli.
A loro gli auguri di buon lavoro, affinché custodiscano e se possibile migliorino, questo “bene inestimabile” di solidarietà e fraternità”.

vas paganica

Il programma per le tre serate prevede buona musica, giochi pomeridiani per i bambini, mostra fotografica che racconta i nostri 42 anni di storia: prima sezione di donatori di sangue costituitasi fuori dalle “mura” dell’Aquila.

Dalle 20 in poi, degustazione di vari piatti con prodotti locali e ricette ormai collaudate dai nostri esperti “cuochi”. Nel pomeriggio di sabato ci sarà un “seminario” per la valorizzazione della ricetta dei mitici “cannaruzzitti alla paganichese”; l’intento è quello di definire una ricetta unica, in seguito alle varianti apportate negli anni, indispensabile per il prosieguo dell’iter per il riconoscimento della “paternità culinaria.”

Tuttavia l’attenzione degli organizzatori, è puntata sulla donazione di sangue collettiva che si farà dal primo mattino presso la Villa Comunale, nell’autoemoteca della Croce Rossa, che è tornata attiva da qualche giorno, in quanto quella del VAS, donata dalla FIDAS nazionale nel dopo terremoto, è da tempo priva di omologazione e quindi inutilizzabile da circa due anni.

“E’ di questi giorni l’allerta lanciata dal Presidente della ASL, in relazione alla scarsità di sangue nel nostro comprensorio e il relativo acquisto dai Centri Trasfusionali del nord.

[Avis Abruzzo, andate a donare]

Il VAS aquilano, per decenni è stato il fiore all’occhiello della Città, proprio in virtù dell’autosufficienza di sangue nel nostro territorio, anzi molto spesso è stato ceduto alle altre ASL della Regione e anche fuori.
La possibile causa, va ricercata sia nella fine dell’ “onda lunga”, dei tanti donatori ex Italtel, sia per l’adeguamento del Centro Trasfusionale alle nuove direttive che hanno ristretto il range all’idoneità per la donazione, anche per chi è donatore di sangue da lungo tempo.

Si ritiene necessario che il Presidente del VAS Provinciale, anche lui di recente nomina, oltre a sollecitare le Sezioni a fare proselitismo, principalmente nelle scuole, cerchi insieme ai Presidenti delle Sezioni e altri enti interessati, nuove strategie per la soluzione del problema, che non può essere demandato solo alle organizzazioni dei volontari del sangue”.

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