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Francesco De Santis, la giovane promessa

Francesco De Santis, classe 1996, quando cinque anni fa iniziò ad appassionarsi alla politica non si sarebbe mai aspettato, a soli vent’anni, di sedere sui banchi del Consiglio Comunale dell’Aquila.

Reggeva il megafono davanti le assemblee straordinarie all’Istituto Domenico Cotugno, durante il più acceso periodo di mobilitazione studentesca.

Eppure le preferenze ottenute non lasciano dubbi: 280 voti nella lista Noi Con Salvini lo hanno catapultato tra le fila delle figure storiche del centrodestra aquilano.

Parla di “risultato pazzesco”, ma non si scompone.

Ad oggi è in assoluto il più giovane consigliere aquilano, rientrato grazie al meccanismo delle surroghe e dell’ingresso dei primi dei non eletti al posto dei neo assessori.

De Santis viene dal quartiere di Pile, di cui conosce “vita, morte e miracoli”: ancora adolescente entra nel consiglio territoriale numero 7, per cercare di affrontare i piccoli, quotidiani problemi che angustiano ogni periferia. Diventa vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti e dà il proprio contributo in diverse associazioni, dal volontariato al sociale.

“La politica vera – dice – si fa in mezzo alle strade, non è retorica: è proprio una questione terra terra, quasi di ignoranza. La politica la fai per strada, la fai con le persone che ti insultano, con le persone che chiedono l’impossibile e con quelle che ti premiano per ciò che riesci a fare”.

Secondo De Santis, Salvini è il leader naturale di un ragazzo di vent’anni che ha posizioni identitarie.

“I blocchi del mondo oggi sono di chi vuole riscoprire le identità e difenderle e chi invece vuole una globalizzazione più avanzata. Ognuno sceglie da che parte stare: io ho scelto quella di Salvini”.

Durante gli anni delle scuole superiori il giovane consigliere fece parte, insieme a tanti altri studenti, di una “battaglia generazionale”, quella di ragazzi aquilani che volevano avere voce in capitolo nel futuro della città. Le proteste, le occupazioni, avevano un grande obiettivo: la creazione di nuovi spazi sociali e la formazione di una Consulta Giovanile, “presto divenuta una scatola vuota”.

Uno dei primi obiettivi di De Santis sarà riportare in auge il prezioso organo consultivo.

Già, perché i due binari su cui si muoverà il neo consigliere saranno la politica giovanile e il dialogo con il territorio. Il sogno è “rendere L’Aquila una città bella e vivibile”, dando voce a quei cittadini che per troppo tempo sono stati ignorati: “C’è bisogno di meno formalità e burocrazia e più contatto diretto”. Occorre ripartire dai piccoli problemi, quelli di tutti i giorni: anche rendere leggibili gli orari dell’autobus e munire le fermate di pensiline è una battaglia di civiltà.

Francesco De Santis assicura che affronterà questi cinque anni “con tanta umiltà e voglia di imparare”.

“Ho sempre vent’anni, sono quello che ero prima!”, dice scherzando. A chi lo chiama consigliere e gli dà del lei, risponde così: “Mi fa sentire vecchio!”. (Diego Renzi)

 

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