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Cotugno, attesa per la relazione del TAR

Continua il botta e risposta a distanza, sulle pagine de Il Capoluogo, tra il professore del Cotugno Vincenzo Vivio e gli avvocati Panebianco e Dell’Orso sul tema della sicurezza delle scuole.

Tutto è iniziato il 2 aprile scorso, con una lettera scritta dal professore e pubblicata su questo giornale.

Qualche giorno fa la replica dei due avvocati, legali dei genitori che chiesero ricorso al TAR per verificare l’effettiva idoneità dell’edificio che ospita il Cotugno, di proprietà della Provincia.

[Cotugno, un ricorso al Tar contro la riapertura]

Il 10 luglio il tecnico prescelto dal TAR depositerà la relazione tecnica che i giudici valuteranno per il loro giudizio.

Ieri il Professor Vivio aveva risposto alla replica degli avvocati, sottolineandone l’arrivo tardivo.

E oggi, gli avvocati Panebianco e Dell’Orso controbattono:

Il nuovo intervento del Professor Vivio impone una brevissima precisazione.
La decisione di rispondere comunque, e contrariamente al nostro costume, alla sua “lettera aperta” è stata presa a seguito dell’ennesimo rinvio dell’udienza cautelare; l’ulteriore ritardo è stato determinato esclusivamente da un disguido a noi non imputabile, visto che la nostra nota era stata recapitata alla redazione de “Il Capoluogo” con messaggio di posta elettronica del 21 giugno scorso alle ore 20.38, come la Direttrice del quotidiano online potrà confermare.

Prendiamo atto che il docente intende tornare sull’argomento “compiutamente e con dovizia di argomentazioni”: noi no, convinti che certi temi vanno affrontati nelle sedi giudiziarie proprie. E’ per tale motivo che lo invitiamo ad intervenire nel procedimento ad adiuvandum, a sostegno cioè della posizione della Provincia, cosa che gli è possibile fare fino all’udienza del 19 luglio prossimo.

In quella sede potrà sostenere le sue tesi offrendo un contributo ai giudici amministrativi impegnati nell’esame della vicenda.

Continuare con questa polemica, che – ricordiamo – è stato lui a sollevare, e con inaccettabili accuse e insinuazioni nei nostri confronti, non porta da nessuna parte. 

 

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