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Occupata sede del Parco Sirente Velino

Agricoltori al secondo giorno di occupazione della sede del Parco Regionale Sirente Velino.

La protesta nasce dai ritardi nei rimborsi e dalle mancate risposte della Regione Abruzzo ai danni patiti dalle aziende agricole a causa degli attacchi della fauna selvatica, cinghiali e lupi in primis.

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Una occupazione che si annuncia ad oltranza, dicono da Confagricoltura.

“Più volte, nelle scorse settimane, Confagricoltura ha sollecitato l’ Assessore ai Parchi e riserve Donato Di Matteo e l’Assessore Agricoltura Dino Pepe e anche i loro uffici, ad attivare le procedure atte a indirizzare la Direzione del Parco Regionale Velino Sirente nell’adoperarsi per l’eliminazione del cosiddetto “de minimis” dalla liquidazione dei danni da fauna selvatica subiti dagli agricoltori, confortati in questo da quanto l’Unione Europea con specifica nota (agri.ddg3.i.2(2017)2307088 ) ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente, ribadendo la non applicabilità della limitazione dei risarcimenti “a tutte le aree protette sia esse nazionali che regionali”

afferma Concezio Gasbarro Presidente di Confagricoltura Abruzzo.

“Non abbiamo ricevuto mai alcuna risposta, quasi che le nostre istanze siano da considerarsi assurde o infondate. Così siamo costretti ad usare modi inusuali, come l’occupazione della sede del parco, da parte degli agricoltori che, in piena estate avrebbero altro di che occuparsi, e chiedere l’interlocuzione diretta con il Presidente della Regione D’Alfonso cui nei giorni scorsi è stato inviato un decalogo di iniziative per risolvere definitivamente sia il problema dell’abbattimento dei cinghiali che quello dei risarcimento”.

Queste le principali richieste che le Organizzazioni agricole abruzzesi, con un documento comune, hanno presentato a D’Alfonso il 28 Giugno scorso:

· Il Parco regionale del Velino-Sirente deve indennizzare i danni agli agricoltori in deroga al regime del de minimis viste e considerate i recenti pareri dell’Unione Europea sul punto.

· Occorre modificare le LL.RR. nn. 10/04 e 10/03 responsabilizzando il mondo venatorio sul problema dei danni alle colture agricole che devono essere risarcite dagli ATC.

· Va modificata la legge dove dispone che il Presidente degli ATC debba essere eletto solo tra i rappresentanti dei cacciatori prevedendo invece che la carica possa essere assunta anche dai rappresentanti del mondo agricolo.

· Occorre intervenire con il controllo delle popolazioni di cinghiale anche all’interno delle aree protette (parchi nazionali, parchi regionali, riserve regionali, SIC e ZPS).

· Occorre procedere alla caccia di selezione su tutto il territorio regionale controllando attentamente il raggiungimento dei piani d’abbattimento da parte degli ATC e irrogare alle squadre le sanzioni previste dal vigente regolamento regionale sulla gestione degli ungulati per il mancato raggiungimento degli obiettivi.

· Allungare il periodo di caccia al cinghiale e iniziare a censire le altre popolazioni di selvatici come i caprioli ed i cervi.

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