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Vasto incendio a Cabbia di Montereale

Un pericoloso incendio ha ridotto in cenere ieri un’ampia superficie nella tranquilla frazione di Cabbia del Comune di Montereale, nell’Alto Aterno, diffondendo paura tra residenti e villeggianti.

Erano da poco trascorse le otto quando alcune persone, allarmate da colonne di fumo proveniente dalla campagna circostante il paese, hanno chiamato i Vigili del Fuoco che sono intervenuti tempestivamente.

Contemporaneamente sono arrivati anche i Carabinieri ed i Carabinieri Forestali della stazione di Montereale.

Le squadre dei vigili hanno operato a lungo sul fronte del fuoco, impedendo che le fiamme potessero propagarsi ulteriormente.

L’incendio , favorito dal periodo di eccessiva siccità e dal vento, si è diffuso in pochissimo tempo interessando una vasta area.

Ore di paura e di totale preoccupazione anche perché il fuoco avanzava verso alcune case e rischiava di raggiungerle. Fortunatamente sono state fermate prima e non si sono verificati danni a persone o cose.

Resta comunque il fatto che si è creato un danno gravissimo all’ambiente ivi compresa la flora e la fauna che normalmente popola i nostri paesini di montagna. Quando una campagna brucia va in fumo l’intero ecosistema con danni enormi a carico del patrimonio naturale, del suolo, del paesaggio.

La coltre di fumo e le fiamme sembravano non volersi arrestare, ci sono volute ore ed ore di lavoro per domarle. Decisivo è stato l’intervento tempestivo di due squadre di terra composte da 10 uomini con relative autobotti ma visto che non si riusciva a fermarle in nessun modo si è reso necessario l’intervento di un elicottero decollato dall’aeroporto di Pescara e di un Canadair levatosi in volo da Ciampino.

I velivoli in pochissimo tempo hanno raggiunto il luogo del disastro ed il loro intervento si è rivelato decisivo.

In questa estate infuocata si stanno verificando, un po’ in tutte le regioni del Paese, una serie paurosa d’incendi che, stando a quando sostengono gli esperti dei VVFF, al 95% sono di origine dolosa.

Anche quello verificatosi a Cabbia si sospetta sia di origine dolosa.

Da giornalista e da figlio di Cabbia che ben conosce la sua gente ed il rispetto che hanno per l’ambiente, mi rifiuto di pensare ad una simile ipotesi. Sono più propenso a pensare ad un gesto superficiale, fatto in tutta buona fede , di qualcuno che ha gettato la cicca di una sigaretta in terra non valutando le conseguenze cui poteva andare incontro che ad altre eventualità.

Resta comunque il fatto che la via ottimale, in ogni situazione, per evitare gli incendi è la prevenzione. Essa consiste nell’evitare di accendere qualsiasi fuoco in situazioni di rischio come i tempi attuali di elevata siccità, fare attenzione, durante alcune lavorazioni, alle fiamme libere che potrebbero sprigionarsi e divampare immediatamente. Da utensili quali saldatrici, frullini ed altri attrezzi da lavoro.

Alcuni anni orsono in una situazione analoga vennero vietati, in occasione delle varie feste patronali, anche i fuochi pirotecnici in tutto il territorio della provincia dell’Aquila poiché non esistevano le condizioni di sicurezza. Grazie ai VVFF, ai Carabinieri, ai Carabinieri Forestali per il loro tempestivo e decisivo intervento che ha impedito il disastro avesse dimensioni notevolmente superiori.

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