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Liris, la genesi del vicesindaco

In attesa della nuova giunta targata Biondi, IlCapoluogo dedica uno spazio ai nuovi protagonisti della politica comunale. Si parte con Guido Quintino Liris, il più votato dell’inaspettata maggioranza.

I suoi 872 voti lo piazzano, infatti, sul podio dei mister preferenze, quasi sicuramente sarà lui il vicesindaco di casa Biondi.
38 anni compiuti il 12 giugno, il giorno dopo il voto del primo turno e nel pieno della campagna elettorale durata fino al ballottaggio. In queste settimane si è diviso tra il lavoro in ospedale e gli incontri politici, ufficiali e non, sempre al fianco del suo amico storico e neo sindaco Biondi.

Al San Salvatore è responsabile del servizio prevenzione e screening tumori, è stato sempre in prima linea come medico nei giorni difficili del post sisma nelle tendopoli aquilane, soprattutto nella sua amata Pianola.

E’ un politico di razza, giovanissimo, ma con un curriculum importante che lo ha visto impegnato sia in Provincia che in Comune, nei ruoli di assessore e consigliere. Per oltre 10 anni, fino al 2013, ha avuto le deleghe del Bilancio, Lavori Pubblici, Studio e Sport durante l’amministrazione provinciale Del Corvo.

Punto fermo dell’opposizione in comune e famoso per i suoi botta e risposta all’ultimo sangue con Cialente. Liris è stato Capogruppo in consiglio comunale e vice presidente regionale di Forza Italia, partito a cui è stato sempre fedele.

Nei primi mesi di campagna elettorale i rumors lo volevano come candidato sindaco dell’era post Cialente, ma Liris non si è mai fatto avanti in modo concreto, anzi non ha mai mostrato l’intenzione vera di scendere in campo.
Un balletto politico di ruoli e posizioni ha costruito il percorso politico di conquista della destra aquilana.

I 4 amici al bar ce l’hanno fatta: Biondi in comune con Piccinini, Liris con un piede in Regione e Cicchetti all’Ance.

Ecco i 4 che mettono all’angolo i vecchi con un faticoso rinnovo generazionale e lo fanno in un contesto umano e non solo politico. Amici-fratelli nella vita e legati dalla passione politica.                                                                             Ambiziosi orizzonti hanno mosso Liris ad accordi politici importanti, con la benedizione dell’amico Nazario Pagano.                                                                                                                                                                                     Abbiamo visto in questi mesi un braccio di forza politico culminato in un grande manifesto che, campeggiando su via Vicentini tirava l’azzurro in campo: “Liris uno di noi”, c’era scritto. Poi l’aria pesante del centrodestra e la ricerca impegnata di un nome, che riunisse le diverse correnti dopo quindici anni, hanno fatto fuori l’ipotesi Silveri/Tempesta e quella di D’Eramo, di Noi Con Salvini, e della meteora strategica di Bergamotto.

Finché non ha avuto la meglio l’ipotesi lirisiana di Biondi, avallata della politica dei piani alti romani.

Con lui, Liris ha vinto due volte, conquistando il governo del capoluogo e la gestione degli equilibri politici.

L’accordo di prendersi e riprendersi la destra aquilana, dopo 10 anni non passa inosservato, anche attraverso l’accordo trasversale con Ricciuti e Gerosolimo, l’esordiente giovanotto sulmontino.

La sua battaglia più impegnata e costante quella per il rilancio del Gran Sasso. A fianco delle associazioni SaveGranSasso e Progetto Montagna per la raccolta firme che porterà al referendum sul Parco.

Ma Liris non è solo questo. Marito di Marianna Fanale e papà di due bambini. Affezionatissimo alla sua Pianola ed alle sue tradizioni, prima tra tutte la rievocazione del presepe Come a Betleem. Poi l’amore per il calcio, dalla Roma a L’Aquila Calcio che lo vedono tifosissimo allo stadio. (francesca.marchi.)

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