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PD, la tensione corre su Facebook

Triade sì, triade no; voti tornati a destra o disaffezione dell’elettorato; rinnovamento o discontinuità. Nel centro sinistra continua la disamina della cocente sconfitta maturata nel ballottaggio del 25 giugno e non è di certo un’analisi serena.

Lo dimostrano le decine di post su Facebook di politici, simpatizzanti, persone che comunque gravitano attorno al Partito Democratico e che cercano di dare una propria lettura al risultato elettorale.

Un fine settimana, quello appena trascorso, in cui si sono susseguiti lettere aperte, polemiche e indici puntati su questo o sull’altro, con accuse più o meno sibilline che mostrano, di fatto, una resa dei conti all’interno del Pd cittadino.

Un clima rovente che precede la riunione di questa sera del Partito democratico.

Cara Stefania Pezzopane: così inizia la lettera di Pierpaolo Pietrucci, che in un serrato botta e risposta con la senatrice rivendica il suo pensiero, soprattutto sulla ‘triade’.

Ammetterai che una percezione esiste, e di questa percezione non possiamo fare a meno di tenere conto. Perché questa percezione, ora scusami se sono netto per necessità di sintesi, il voto lo ha influenzato, e in parte determinato. Non credo che addebitare la sconfitta a un disimpegno dell’elettorato che aveva scelto noi al primo turno colga appieno le cause delle sconfitta stessa. capire come riprendere in mano quei fili che non si sono mai spezzati, né io voglio essere responsabile di averli spezzati.

A stretto giro la risposta della senatrice, che risponde a Pietrucci sul web “perché ultimamente sfuggi lo sguardo, che peccato” e perché “hai cambiato approccio e modalità“.

Dobbiamo darci il tempo giusto e mettere da parte ogni personalismo. Io confido nel pd e nel centrosinistra e siccome per fortuna siamo tanti, con tante belle teste, troveremo la giusta sintesi. Magari guardandoci in faccia davanti ad un caffè (ultimamente sfuggi lo sguardo, che peccato 😞), come avevamo già programmato o meglio ancora nella riunione che il nostro giovane ma capace segretario Stefano Albano ha convocato per lunedì e poi nel dibattito che si è aperto in regione ed a Roma. Ci si parla, si scrive e si difende il bene piu importante: la comunita’ di donne e di uomini che guarda a noi, ci ascolta, soffre ed e’ spaesata. A tutto questo si risponde con l’assunzione di responsabilità collettiva, perche’ non ci sono triadi di potere, (le tre persone che volesti ogni giorno accanto a te per la tua elezione in regione), c’e solo un gruppo di persone di cui tu fai parte a pieno titolo e con cui hai costruito e festeggiato la tua elezione in Consiglio regionale, che lavora per questo territorio con impegno e serietà.

Pietrucci, infine, ribatte e taglia corto:

“Non so se in questi giorni ho cambiato approccio e modalità, come scrivi, ma credo che la sostanza dei miei dubbi e delle mie affermazioni sia sempre stata una e chiara, ed è diversa dalla tua. Tu hai visto qualcosa di sbagliato nelle mie analisi, allo stesso modo io nelle tue. Continueremo a confrontarci.”

E il resto della “triade”?

Giovanni Lolli, dopo i mea culpa dei primissimi momenti, continua nel suo silenzio. Il sindaco uscente Massimo Cialente, dal canto suo e sempre sul social network preferito, sottolinea:

Si è consumata, negli ultimi 12 mesi, una frattura politica enorme tra Giovanni Lolli, Stefania e me, che mi sono trovato isolato rispetto a tutto il gruppo dirigente. Io pensavo altro, e lo spettro Matera l’ho più volte invocato. Il tempo dirà chi aveva allora visto giusto. Dopo di che mi chiedo da tempo cosa voglia dire discontinuità, chi la potrebbe interpretare, chi la sta interpretando e soprattutto cosa vuol dire oggi essere di sinistra e fare politiche di sinistra. Questa è questione sia nazionale che regionale e locale. Una cosa è certa, senza lealtà ed accettazione delle regole non riescono, neanche i bambini, a fare una partitella a pallone.

A cercare di tirare le fila di questa guerra di post è Luca D’Innocenzo, Territorio Collettivo, che se si tornasse indietro, dice, forse si sarebbe potuto offrire una salda alternativa ai candidati PD nelle primarie.

Inutile girarci intorno, le ragioni della sconfitta sono esattamente nella dominanza degli scontri, che oggi si leggono su fb, tra gli esponenti del Pd. 
Nell’aver permesso che con lo scorrere dei giorni il conflitto-equilibrio tra le cordate del PD risucchiasse mezza coalizione e cancellasse invece il tentativo di mettere al centro i problemi reali delle persone e del territorio. (…) A mano a mano che il tema della vivibilità della città e del territorio veniva sostituito dai nomi, gli assetti, i grandi progetti, le bugie della Regione, le giunte in 3 giorni, le surroghe, le cordate in consiglio, il PD, a mano a mano che questo accadeva collassava “Vivendo L’Aquila”. E nessuno la teneva in piedi, chi per scelta, chi per attesa, chi per debolezza, chi nell’auspicio della debolezza. Abbiamo sbagliato anche noi, avremmo dovuto presentare una candidatura non-pd, forte, capace di competere, con le due del pd, che avesse la forza di far vivere la coalizione a prescindere dal confronto scontro tra anime del pd e candidato sindaco del pd, impedendo ad esso di risucchiare quasi tutto e quasi tutti.  Dagli errori si cresce. E non seguiremo il Pd in questo gioco di specchi. 

Entra nel dibattito anche la più votata nel PD, Emanuela Iorio: una delle cause è aver trascurato i tanti candidati al consiglio comunale, che dopo il primo turno si sono sentiti semplici “portatori di acqua”

Accogliamo tutti i giovani che ci hanno creduto e che dopo il primo turno si sono forse sentiti poco considerati. Accogliamo le donne che pur avendo portato tanti voti,si sono sentite “portatrici di acqua”. Ritorniamo tra la gente,nelle piazze,per riconquistare il ruolo che da sempre è stato della sinistra.

Infine, non solo “triade” ed eletti: Carlo Benedetti, presidente uscente del consiglio regionale e non eletto fra i consiglieri, si è espresso a ruota libera nei giorni scorsi sulla sconfitta. Nelle ultime ore guarda anche ai prossimi scenari, paventando l’ingerenza di Pagano sulle prossime scelte aquilane.

La Giunta Bionda sarà fatta per metà di reduci della Giunta Tempesta e per metà di giovani avanguardisti della Giunta Del Corvo!

prevede, scatenando una serie di reazioni alle quali spesso segue una risposta piccata. D’altro canto, Benedetti non le ha mai mandate a dire.

Nel PD cittadino volano – in pubblico – gli stracci: la riunione di oggi sarà decisiva per vedere come andare avanti, soprattutto in vista di una lunga stagione di opposizione al Comune e dei prossimi appuntamenti.

Ma sarà interessante anche vedere se e come il partito riuscirà a trovare una sintesi tra il passato legato al governo della città e il presente – futuro così come delineato dai diversi orientamenti e dalle diverse nature dei consiglieri eletti nell’intera area di centrosinistra: molti hanno puntato infatti su un rinnovamento ed un cambiamento – vedi su tutti gli eletti della lista di AdB.  Tra correnti e smarrimento post voto sarà lunga l’opera di cucitura.

(e.f.)

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