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Collemaggio, l’abbandono dell’ex manicomio

Qui c’era una micro città, fatta di case, strade, viali, aiuole. Qui vivevano fino a seicento malati con le loro storie di follia e dolore. Siamo nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, un luogo importante in passato, ma che vive oggi una storia di profondo abbandono.

Nei primi anni del ‘900 si agì in grande: l’ambizioso progetto della cittadella dei malati di mente pensata come luogo di riabilitazione e cura nacque su un terreno di 20 ettari. Sei padiglioni per cominciare ed edifici di varia grandezza distribuiti fin sulla collina di proprietà della Asl. Questo luogo di pace apparente, grazie al verde che lo avvolge, è divenuto poi un ghetto di emarginazione e violenza. Ecco di seguito una video intervista del Capoluogo allo psichiatra Vittorio Sconci che ripercorre i ricordi dell’ex ospedale psichiatrico.

Si parla di progetti e buone intenzioni, ma nulla è stato fatto in questi anni. Il manicomio non c’è più, il degrado invece è in ogni angolo.

collemaggio

Porte spalancate, documenti e faldoni a terra, computer rotti e spezzati, vetri divelti. Gli edifici in disuso si presentano così.

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IlCapoluogo lo aveva denunciato qualche settimana fa mostrando una storia di abbandono a partire dallo scandalo delle cartelle cliniche sparse a terra e alla portata di tutti. Provengono dall’istituto universitario di neuropsichiatria infantile. Dati riservatissimi e per di più appartenenti a minori. Questi insieme alle cartelle cliniche, alle pratiche di ricovero ospedaliero, ai certificati di rinnovo patenti, ai referti di analisi del sangue e di visite mediche sono alla mercé di chi si trova a passare.

Ad oggi non è stato avviato nessun progetto di riqualificazione. L’ex manicomio, infatti, non fa parte dell’ampio progetto dell’Eni che si sta occupando del restauro della Basilica e della riqualificazione del Parco del Sole.

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Ecco cosa accade a una manciata di passi dal degrado che abbiamo visto: continuano senza sosta i lavori della Basilica che custodisce la prima Porta Santa al Mondo.

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“Completamento del lavori previsto per il 17 dicembre 2017” si legge sul cartello dei lavori. Una data su cui si può fantasticare: le celebrazioni del Natale dopo nove anni e la Perdonanza 2018 – finalmente – all’interno della Basilica.

[L’Arcas di Torino comincia i lavori]

Pietra su pietra per riportare alla luce il simbolo della città. E’ l’Eni che ha la grande responsabilità di portare a termine una iniziativa  di restauro unica che ha visto l’alleanza tra pubblica amministrazione, università, città e impresa. Il Protocollo d’Intesa “Ripartire da Collemaggio” è stato firmato nel 2012 e sono state realizzate indagini tecniche, ricerche storiche e completate tutte le fasi della progettazione.

24 i mesi per seguire il restauro, 33 persone al mese coinvolte per eseguire i lavori, 13 visite tecniche al cantiere, 4 funzionari della Soprintendenza, 3 Università coinvolte. Questi i numeri della ricostruzione dell’edificio.

Un simbolo storico, religioso, di appartenenza, di simbolismi. Il Colle magico di Celestino di Maria Grazia Lopardi raccoglie tutti i “segreti” di Collemaggio. 

 

 

 

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