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Maria Grazia Lopardi, la signora di Collemaggio

di Roberta Galeotti

Dal luogo incantato della Fontana delle 99 Cannelle, immersi nel gorgoglio magico delle acque, inizia il racconto di Maria Grazia Lopardi al Capoluogo della storia della città di L’Aquila, di quei «luoghi speciali di una città in cui la pietra parla».

Maria Grazia Lopardi ha lasciato il suo lavoro di avvocato distrettuale della Stato per dedicarsi completamente alla sua passione, cioè allo studio del simbolismo, della tradizione iniziatica e della storia medievale, soprattutto della sua amata città di L’Aquila. Ha scritto molti libri, tra cui il primo ‘Il Colle Magico di Celestino’.

«Nella biblioteca provinciale di L’Aquila – ci spiega Maria Grazia Lopardi – c’è un manoscritto di uno storico aquilano del ‘600, Claudio Crispomonti, il quale riferisce con dovizia di particolari del parallelismo della costruzione della città di L’Aquila secondo la pianta di Gerusalemme.

Le due piante erano così simili da essere sovrapponibili.

La collina di Roio corrisponderebbe al Golgota e la fontana delle 99 Cannelle vicina ad una porta, ci fa pensare alla fontana miracolosa di Siloe, che si trova a Gerusalemme vicino alla porta dei pastori».

L’Aquila, come Gerusalemme d’occidente, verrebbe «fondata in un momento storico in cui, dopo la crociata pacifica di Federico II nel 1244, Gerusalemme è stata persa definitivamente dalla cristianità».

Nemmeno 10 anni dopo «nel 1254 Corrado IV, figlio di Federico II, emette il diploma di fondazione della città di L’Aquila».

 

 

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