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Guerriero di Capestrano per Ana Caffarelli

Prestigioso riconoscimento per la scrittrice abruzzese d’Argentina Ana Caffarelli, che ha ricevuto il premio “Il Guerriero di Capestrano”.

 

 

L’8 giugno l’assessore Donato Di Matteo, presidente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo ha infatti consegnato il “Guerriero di Capestrano” alla corregionale residente a Cordoba e autrice di quattro volumi che ripercorrono la dolorosa esperienza della famiglia, emigrata da Popoli in Argentina dopo aver attraversato la tragedia della seconda guerra mondiale.

Alla consegna erano presenti anche Alessandra Portinari, presidente della “Fondazione Dean Martin” e Generoso D’Agnese in rappresentanza dell’Associazione “Abruzzesi nel Mondo” di Pescara.

Anna Marta Gabriella Cafarelli, sposata con Moises, madre di Davide, Javier e Silvana, non ha mai smesso di sentirsi italiana, pur vivendo in Argentina dal 1954. In Italia però ci è tornata la prima volta solo nel 2015, dopo 60 anni di assenza. Oggi Anna vive a Cordoba. Arrivata da adolescente, portò nel cuore tutta l’angoscia di un cambiamento radicale della propria esistenza, e si è sobbarcata sulle spalle la responsabilità di dover accudire anche le sorelle minori. E tutto questo lo ha saputo raccontare straordinariamente in tre libri che per ora rappresentano la colonna portante di un percorso narrativo legato alla memoria. “Fuego en la Memoria”(2001), “Secretos del Alma”(2007) e “Una cancion para Lucìa” (2015) e “ Volver” (2016) rappresentano una testimonianza vivida di un cuore che non ha mai smesso di sentirsi “a metà”.

«L’Italia è la mia terra quella dei miei antenati e delle mie radici. L’Argentina è il paese che mi ha dato una vita col lavoro , la famiglia e il miglioramento personale. I paesi non sono confrontabili, ciascuno mi ha dato delle persone importanti per la mia vita. Anche i miei figli, pur essendo nati in Argentina, tengono molto alle tradizioni italiane che considerano una grande eredità. Tornare in Italia per la prima volta è stata un’emozione grandissima e rifletto spesso sul fatto che solo una parte della mia somma di ricordi è stata raccolta con lo stesso entusiasmo dai miei figli e nipoti. Io mi documento sulle diverse regioni e città italiane e abruzzesi. Nella mia casa le consuetudini che riguardano i pasti, bevande , musica e arte d’Italia si sono conservati e anche mio nipote ha cittadinanza italiana per cui spero tanto che continui a coltivare costumi, folklore e tradizioni del mio paese natìo.»

E nel frattempo ha iniziato a scrivere il prossimo volume del suo percorso emotivo. Sempre sospesa tra le due anime della sua vita.

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