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Cementificio brucia rifiuti: i cittadini dicono No

Un incontro informativo con l’intera cittadinanza per discutere del progetto che interesserà il cementificio di Cagnano Amiterno, di proprietà di Gaetano Caltagirone.

 

Giorni fa la notizia ufficiale: Cementir utilizzerà Combustibile Solido Secondario (CSS), ovvero un derivato della lavorazione dei rifiuti, per alimentare i suoi altiforni.

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La popolazione dell’Alta Valle dell’Aterno è seriamente preoccupata delle ricadute che quello che il sindaco chiama “progetto sperimentale” potrebbe avere sulla loro salute. I cittadini si sono così costituiti nel Comitato AternoAria, che vede tra i promotori la dottoressa Maria Fioravanti.

Cementir conta un centinaio di lavoratori. Nell’incontro, la sindaca Iside Di Martino ha spiegato che negli altiforni verrà bruciato per il 30% il CSS e per la restante percentuale l’attuale carbone.

I cinque consiglieri di maggioranza di Cagnano si sono opposti: temono, con la popolazione, che questo sia solo il primo passo nella conversione del cementificio in termovalorizzatore.

 

Con loro hanno detto no i sindaci di Barete, Pizzoli e Capitignano. Assente dall’incontro il sindaco di Montereale, interessato dalle elezioni amministrative. In settimana ci sarà un’assemblea tra tutti i Comuni della Valle dell’Aterno per decidere cosa fare.

Innanzitutto, si chiedono i consiglieri, la percentuale di CSS è in relazione al materiale o al potere calorico? Il CSS infatti ha un valore calorifero nettamente inferiore rispetto al carbone: quindi, nel caso si tratti del 30% rispetto al potere calorico, ciò significherebbe un aumento esponenziale di materiale combusto. Il vero guadagno per l’azienda consisterebbe dunque nello smaltimento dei rifiuti.

Lo stabilimento si trova a meno di un chilometro dal confine con il Parco Nazionale: anche se il livello di CO2 si abbasserebbe, dicono i consiglieri, aumenterebbero le polveri sottili e la ricaduta di particolati.

A livello normativo è tutto in regola: il progetto è stato approvato in Regione nel 2013. C’è chi tuttavia insinua che si tratti di un ricatto dei vertici di Cementir al Comune: mantenere il livello occupazionale attuale in cambio di una riconversione graduale della fabbrica. Voci rafforzate, secondo alcuni, dal “cambio di casacca” inaspettato della sindaca, che negli anni precedenti si era mostrata contraria al progetto. Tuttavia senza prove tangibili si tratta di pure illazioni.

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Nell’incontro con i cittadini Iside Di Martino si è avvalsa dell’aiuto del responsabile Ambiente e Sicurezza di Cementir e della dottoressa Loredana Musumeci, ex dirigente dell’Istituto Nazionale di Sanità.

“Con l’amministrazione regionale nel 2016 abbiamo lavorato molto affinché la concessione mineraria rimanesse a Cagnano Amiterno, perché il lavoro è una condizione primaria, che deve coesistere con la condizione ambientale”, ha spiegato il sindaco. “Dato che gli studi tecnici hanno presentato un progetto che per alcuni aspetti, in termini di valori ambientali, viene considerato migliorativo, noi abbiamo l’obbligo di valutare le condizioni”, ha aggiunto. Ed ha promesso maggiori controlli e monitoraggi.

Tuttavia le relazioni sembrano non aver convinto i cittadini, di fatto esclusi da ogni processo decisionale.

 

E’ quello che ha sottolineato il sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio nel suo intervento: “Riguardo l’aspetto tecnico c’è poco da dire: mi pare che le autorizzazioni necessarie per portare avanti il progetto ci siano tutte. Sotto l’aspetto giuridico, normativo e autorizzativo si è già arrivati alla fine: ed è proprio questo il problema! Non entro nel merito del combustibile – che secondo me inquina in effetti meno del carbone – ma non vorrei che questo fosse l’inizio di un processo che porterà ad un altro sviluppo: sono vent’anni che in questa valle qualcuno sta tentando di realizzare un termovalorizzatore, che non è altro che un altoforno che brucia rifiuti. Se qualcuno ha in mente questo, se lo tolga dalla testa!”.

Pietrucci: no al CSS nel cementificio

“Come già fatto in passato, torno a manifestare l’assoluta contrarietà all’eventualità che nel cementificio di Cagnano venga bruciato Css”. Così il Presidente della II Commissione consiliare permanente in Regione, Ambiente e Territorio.

“La mia posizione è perciò solidale con quella delle amministrazioni e con le popolazioni di Cagnano, Capitignano, Pizzoli, Montereale, Campotosto e Barete. Il Css, composto proveniente dai rifiuti differenziati, oltre a essere dannoso rischia, vista la scarsa resa, di aprire la strada in un futuro prossimo alla combustione di altri materiali, per non parlare addirittura dell’eventualità che rappresenti un prologo alla costruzione di un inceneritore.

Lo sviluppo della Valle dell’Aterno deve passare da strade che valorizzino le ricchezze ambientali e del territorio e la qualità del lavoro, non certo dalla compressione indiscriminata dei costi di produzione senza attenzione alla salute delle popolazioni. Continuo come sempre a battermi sui temi che riguardano l’ambiente, come sulla vicenda della centrale Biomasse che abbiamo vinto e contro la realizzazione del gasdotto Snam che stiamo fronteggiando.

Il diritto alla salute è costituzionalmente garantito, e la vicenda del cementificio Sacci riguarda  da vicino tutta la Valle dell’Aterno.  Perciò sono pronto a impegnarmi attraverso ogni azione che si dovesse rendere necessaria, ma mi auguro che non ci mettano nelle condizioni di metterle in campo: con tutti guai che abbiamo, non ne aggiungano altri.”

 

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