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Spaccio, un arresto a Scoppito

Spaccio, un arresto nella periferia ovest della città ad opera dei Carabinieri.

Negli ultimi periodi i Carabinieri hanno rivolto particolare attenzione alla periferia ovest della città, ed in particolare alle frazioni di Sassa, Coppito, nonchè al comune di Scoppito, località più volte interessate di recente da diversi furti in abitazione.

E’ proprio durante uno di questi servizi, svolti per lo più al calar del sole e in particolare nella zona di Civitatomassa, che i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di L’Aquila hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti il giovane albanese A.G., classe ’81. , da anni nell’aquilano.

E’ stato in particolare notato uno strano andirivieni da e per l’abitazione del giovane albanese, che ha portato i militari ad organizzare nell’immediato un servizio di osservazione a distanza e in posizione defilata. Dopo poco, è stata notata un’autovettura giungere nei pressi dell’abitazione dell’arrestato, il cui conducente dopo aver guadagnato l’interno dell’appartamento, ne usciva immediatamente dopo. E’ a questo punto che è scattato il controllo dei carabinieri che trovano il giovane aquilano in veste di acquirente in possesso di una dose di cocaina.

L’immediata perquisizione dell’abitazione del giovane albanese permetteva ai militi di rinvenire ulteriori 20 grammi circa di cocaina e 32 grammi di Marijuana, nelle tasche dei suoi pantaloni ulteriori quattro dosi pronte per la distribuzione, materiale per il taglio e il confezionamento della sostanza, nonché la somma contante di euro 400 quale provento dell’attività di spaccio.

Su un mobile della sala veniva rinvenuta inoltre una piccola striscia di quantità ridotte di stupefacente del tipo cocaina pronta per l’inalazione, con accanto tutto il necessario per il taglio della sostanza, verosimilmente predisposta dal giovane come campione, al fine di permettere di provare il prodotto prima dell’acquisto. Venivano rinvenuti anche circa 85 grammi di mannite, utilizzata per il taglio della sostanza, quantità piuttosto elevata sintomo di una attività di spaccio non modesta.

A riprova di ciò, durante le operazioni di perquisizione, e a pochi minuti di distanza dal primo controllo, giungeva presso l’abitazione dell’albanese un altro giovane acquirente, al quale, al pari del primo, non rimaneva altro che ammettere il motivo del suo arrivo presso quella dimora.

Sono in corso ulteriori accertamenti volti ad accertare i canali di approvvigionamento dello stupefacente ed eventuali altri correi dell’arrestato nelle sue attività di spaccio.

Lo stupefacente sequestrato sarà analizzato da personale dell’ARTA Abruzzo di L’Aquila per le previste misurazioni quali-quantitative. L’arrestato, giudicato per direttissima, all’indomani dell’arresto è stato condannato alla pena di 10 mesi di reclusione.

Le stringenti attività di controllo del territorio, che comprendono non da ultimo anche e soprattutto il controllo dei soggetti sottoposti ad obblighi restrittivi della libertà personale, hanno inoltre permesso ai carabinieri della Stazione CC di Sassa, agli ordini del M.llo Ciccozzi, di arrestare B.V., classe ’85, di nazionalità rumena, con precedenti di polizia, dimorante nella frazione di Cese di Petruro, e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Tra gli obblighi da rispettare per il B.V. vi è quello di non uscire dalla propria abitazione dalle ore 20:00 alle ore 06:00. I militari, una volta rilevata la sua assenza da casa, iniziavano subito le sue ricerche che però nell’immediato davano esito negativo. Non appena rintracciato però presso la sua abitazione a distanza di qualche giorno, i militari procedevano immediatamente al suo arresto per violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale, in applicazione della relativa normativa (art. 75 del D.Lgs 159/2011) che permette in questo caso di procedere all’arresto anche fuori dalla flagranza.

Il B.V. si trova ora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, misura più grave decisa dall’Autorità Giudiziaria in sede di convalida dell’arresto, alla luce anche della scarsa deterrenza dimostrata dalla precedente misura.

 

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