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CASE, De Paulis: previsti sgomberi

Progetti CASE, evacuate altre tre piastre dopo gli sgomberi delle 23 famiglie  a Coppito 2. Il motivo è sempre lo stesso: infiltrazioni d’acqua ai piedi della struttura portante dell’edificio. Sono state effettuate delle indagini endoscopiche su tutte le 11 piastre realizzate con la medesima tipologia dalla impresa Cosbau.

[Coppito 2 a rischio stabilità: evacuate 23 famiglie]

Da tali indagini, come informa una nota della dirigente comunale Enrica De Paulis, è emersa la presenza di acqua alla quota di posa della struttura portante della piastre n. 2 di Coppito 2 e della piastra n. 14 di Pagliare di Sassa, e la presenza di forte umidità nella piastra n. 13 di Pagliare di Sassa.

Successivamente sono stati effettuati dei saggi, asportando per 50 cm di altezza lo strato di intonaco e di cappotto di isolamento dei muri perimetrali e del controvento esterno, costituito da pannelli Osb. E’ stata inoltre rimossa una parte di pavimentazione e del relativo massetto in corrispondenza dei saggi.

[Bertolaso sveglia Cialente sul pasticcio CASE]

Da tali indagini emerge una situazione analoga a quella riscontrata nella piastra 1 sgomberata il 31 maggio, ovvero la mancanza del risvolto della guaina impermeabilizzante a protezione della base della struttura, guaina che è stata invece tagliata appena al disopra del piano della pavimentazione.

L’acqua piovana, non trovando opposizione alcuna, si è infiltrata nella zona di contatto tra pavimentazione e rivestimento esterno della parte verticale, fino alla quota di posa in opera della struttura lignea, a circa 20 cm di profondità, riempiendo in alcuni casi l’intercapedine tra struttura e massetto esterno.

Risultano pertanto bagnate sia le travi marcapiano che gli elementi lignei verticali, così come i pannelli controvento, provocando danni sull’intera sezione muraria con conseguente decadimento delle caratteristiche meccaniche dei materiali costituenti.

Considerando lo stato di degrado riscontrato si rende necessario, a tutela della pubblica incolumità, sgomberare prioritariamente la piastra n. 2 di Coppito 2 e la piastra n. 14 di Pagliare di Sassa e a seguire la n. 13, sempre di Pagliare, che presenta una situazione un po’ meno critica delle prime due, e proseguire i controlli lungo tutto il perimetro dei fabbricati e dove necessario e possibile, effettuare il ripristino degli elementi ammalorati ed eliminare il difetto riscontrato.

Risultano invece asciutte le aree investigate delle piastre n. 13 e 15 di Cese di Preturo, n. 5 e 6 e 7 di San Antonio, n. 12 di Pagliare di Sassa e la n. 23 di Paganica. Per le suddette piastre le indagini rilevano la presenza del risvolto della guaina alla quota di posa della struttura portante, e in alcuni casi anche di barriera al vapore, a dimostrazione che quando l’esecuzione dei lavori è effettuata a regola d’arte non si riscontrano criticità dovute a dilavamento delle acqua piovane.

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