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Ricostruzione, il punto con Stefano Boeri

Oggi Stefano Boeri, Consulente per l’Urbanistica del Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani, ha effettuato un sopralluogo a L’Aquila per fare il punto della situazione.

 

Boeri ha incontrato i membri dell’Ordine degli Architetti presso il Settore Pianificazione degli uffici comunali in Via Avezzano 11. Ad esporre la situazione urbanistica della città e delle frazioni sono stati l’architetto Chiara Santoro e l’ingegner Vittorio Fabrizi.

Stefano Boeri a L'Aquila

All’indomani del terremoto, ha spiegato Santoro, vi erano migliaia di famiglie da alloggiare, a cui garantire i servizi essenziali come le scuole ed i centri di aggregazione. Si decise, nonostante la situazione di estrema emergenza, di far sì che a ridosso dell’autunno gli abitanti potessero tornare a vivere nell’aquilano ed i bambini riprendere a frequentare le lezioni entro settembre. Non fu facile agire in fretta e nello stesso tempo conciliare sicurezza e criteri urbanistici, pertanto, circa la realizzazione di strutture provvisorie, si tenne conto di tre elementi fondamentali: il piano regolatore, lì dove fosse presente e non fosse saturo, le aree di espansione dei comuni e delle frazioni ed infine la continuità con il precedente insediamento in prospettiva di una futura ricostruzione.

Facendo riferimento a questi tre fattori si procedette con la realizzazione dei MAP, dei MUSP e dei progetti CASE. Rispetto a questi ultimi, c’è da dire che i MAP sono più in sintonia con l’ambiente in cui sono stati realizzati, questo perché sono stati costruiti in collaborazione con le circoscrizioni locali ed per via del fatto che le frazioni non sono urbanisticamente sature.

 

Stefano Boeri a L'Aquila

Ovviamente, ha aggiunto Fabrizi, anche nel caso dei MAP non mancano le problematiche: a S. Gregorio sono stati realizzati troppo vicino al centro distrutto, mentre a Bagno devono essere completamente riprogettati ai fini di una definitiva rinaturalizzazione nel territorio.

Il fatto che, ad otto anni dal sisma, alcune delle strutture immediatamente realizzate stiano dando segni di deterioramento è purtroppo una cosa normale, data l’eccezionale velocità con cui sono state tirate su. Per l’ingegner Fabrizi bisogna tuttavia riconoscere che se non fosse stato per strutture di questo tipo i ragazzi aquilani non sarebbero potuti tornare a scuola insieme ai loro coetanei di tutta Italia.

 

A tal proposito si è fatto riferimento ai clamori suscitati dal caso Cotugno: la struttura che ospita il liceo, come quella di tante scuole superiori, ha resistito al terremoto ed ha ricevuto migliorie, quindi le proteste così vibranti di genitori e studenti sono fuori luogo. Le polemiche che ci sono state sono inutili, quelle strutture devono sì essere ricondotte completamente a norma ma anche così rimangono tra le più sicure d’Italia.

L’architetto Santoro ha poi sollevato un altro argomento spinoso, ossia le migliaia di strutture provvisorie realizzate su terreni privati. Il Comune dette l’autorizzazione a realizzarle purchè rispondessero a determinati criteri e fossero smantellate una volta cessata la situazione di emergenza. Ad oggi ve ne sono ancora più di tremila di cui ben poche a norma.

Stefano Boeri è stato messo al corrente dei problemi riguardanti la ricostruzione dei centri storici mediante il ricorso agli aggregati. Se a L’Aquila gli aggregati hanno prodotto risultati, non si può dire lo stesso di quelli formati nei centri storici delle frazioni. Lì l’Amministrazione si è ritrovata a dover agire d’ufficio, dal momento che nulla si stava muovendo tra seconde case, proprietari molto anziani o residenti all’estero. Per quanto riguarda la ricostruzione e la riqualificazione sembra che i metodi coercitivi siano inevitabili, nonostante il Comune proponga agli abitanti alloggi equivalenti.

Insomma, una situazione difficile da gestire, che necessita di un costante monitoraggio da parte dei commissari preposti: dopo l’incontro Boeri è stato invitato a visitare il centro storico dell’Aquila e nel pomeriggio le frazioni come Onna, Tempera e S. Gregorio.

“Si e’ trattato – ha spiegato il vice sindaco Pietro Di Stefano – di un confronto utile ad illustrare e comprendere le azioni intraprese sia nella nostra citta’ capoluogo che nell’area del cratere sismico, dall’attivita’ di pianificazione e programmazione degli interventi fino alla ricostruzione del consistente tessuto abitativo. L’architetto Boeri aveva espresso il desiderio di conoscere l’esperienza, vastissima, dell’Aquila e accompagnato da circa venti tecnici del gruppo selezionato ha avuto un incontro con il Comune e i due Uffici Speciali”.

“L’architetto – afferma Di Stefano – ha mostrato grande sorpresa nel constatare la fase avanzata di ricostruzione e la quasi totale assenza di informazione positiva sull’esperienza aquilana. Questo dovrebbe far riflettere su quanto sia dannosa la pubblicita’ negativa che si fa a casa nostra solo per guadagnare un piccolo spazio di visibilità”. [Andrea Giallonardo]

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