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L’Abruzzo indossa il cappello con la Penna Nera

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L’editoriale di Fulgo Graziosi

Con una certa emozione mi accingo a redigere l’editoriale, perché dall’inizio dell’anno, senza interruzione di continuità, le feste, le celebrazioni, i raduni di zona degli alpini si susseguono senza alcuna interruzione. Ogni paese, piccolo o grande che sia, gode dei riflessi delle penne nere illuminate dalla luce del sole abruzzese.

È un orgoglio per il Paese che l’ANA mantenga ancora alto il senso di appartenenza alla Patria e ai valori costituzionali. Gli Alpini in congedo e in armi costituiscono una importante risorsa per l’organizzazione del servizio civile e delle forze armate. In ogni angolo del Paese, dell’Europa, dell’area Mediterranea e del Medio Oriente i volontari e i militari sono sempre presenti per prestare soccorso ai propri simili sottoposti alle avversità e alle calamità naturali, per assicurare una preziosa presenza volta a garantire il ripristino della pace in tutti i Paesi investiti dalla instabilità politica e amministrativa. Risulterebbe alquanto difficile elencare le manifestazioni “alpine” presenti nell’agenda degli avvenimenti Si comincia da Isola del Gran Sasso, per passare all’importante raduno di Avezzano e in agenda spunta anche la seconda edizione del raduno regionale imperniato sul Battaglione L’Aquila. Non sono certamente da meno tutti gli altri eventi, quasi tutti rivolti alla commemorazione dei propri caduti. La seconda edizione del raduno aquilano, questa volta, assume una proporzione ben diversa da quella dello scorso anno. Il Comitato Organizzatore ha voluto effettuare un salto di qualità, la cui idea per la verità era stata già lanciata lo scorso anno in occasione dell’organizzazione del primo raduno. Il concetto dominante è stato rivolto alla composizione del Battaglione L’Aquila. In esso hanno militato non soltanto gli alpini della Provincia dell’Aquila, ma gli alpini di tutto l’Abruzzo. Per la precisione, hanno prestato servizio militare presso il predetto Battaglione anche cittadini di altre Regioni italiane e, in particolare, del Veneto. Da qui è nato il progetto di allargare le vedute per interessare anche le Sezioni ANA di tutte le Province abruzzesi. Con questa nuova edizione si vuole provvedere alla commemorazione dei caduti e dei decorati Alpini d’Abruzzo, uno per Provincia, per offrire agli abruzzesi l’idea della imparzialità e dell’unità regionale. Una visione ampia, equa e fortemente giusta. Il lavoro da svolgere, da parte del Comitato, appare quanto mai arduo e impegnativo. Perciò tutti saranno chiamati a dare lo spontaneo contributo, come è sempre avvenuto. Nel momento in cui saranno individuati i caduti da commemorare, le Sezioni di appartenenza dovranno adoperarsi per far giungere al Comitato organizzatore tutte le notizie necessarie per l’evento. Ma, non basta. Sarà necessario coinvolgere i Sindaci e le Amministrazioni interessate, allo scopo di offrire una immagine compatta e composta delle capacità organizzative dell’ANA Abruzzi. Credo che il tutto si possa realizzare con estrema velocità e determinazione, anche perché, fino ad oggi, mai nessuna Amministrazione si è rifiutata di mettere a disposizione dell’evento Rappresentanti comunali e collaborazione. Ci sarà da lavorare sodo e con estrema velocità, visto che la data del Raduno Regionale è stata fissata per la seconda decade del prossimo mese di settembre. Sulle capacità e sulla disponibilità di coordinamento delle operazioni organizzative e logistiche dell’ANA non si hanno dubbi. Basta vedere come la nuova Presidenza si stia muovendo per dare le ultime limature alla partecipazione della grande adunata di Treviso. Gli Alpini abruzzesi saranno presenti in massa, non solo per restituire la cortesia per la partecipazione all’88^ Adunata Nazionale dell’Aquila, ma per sottolineare che l’Abruzzo, oltre ad aver dato tangibili contributi al Paese in occasione delle due Grandi Guerre, è sempre pronto ed entusiasta di assicurare la propria presenza a beneficio della perfetta riuscita dell’Adunata Nazionale di Treviso. Sono stato sempre convinto degli alti valori di cui gli Alpini sono dotati, tra i quali figura prioritariamente lo spirito di corpo. Da non sottovalutare l’amore e il rispetto per la montagna, l’attaccamento alla Patria, la disponibilità sociale e umana verso le persone sofferenti e, non certamente da ultimo, il consistente contributo offerto alla Protezione Civile. Senza dimenticare, inoltre, i tangibili aiuti offerti ai Comuni per la ripulitura dei corsi d’acqua, dei parchi, delle strade e delle piazze pubbliche. Evidentemente nel sangue che scorre nelle vene degli Alpini esiste un solo DNA che rende ancora più credibile l’antica affermazione “Alpini si nasce”. Credo che sia proprio vero, a giudicare dagli interventi che gli Alpini effettuano in tutti i campi e dagli elogi che essi ricevono dalle Istituzioni locali, nazionali e comunitarie.

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