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Il tesoretto del consiglio regionale

C’è un tesoretto di poco meno di un milione di euro accumulato dal Consiglio regionale abruzzese: in tempi di tagli fa notizia, eccome.

Ma forse la fa ancora di più perché sulla ‘spartizione del tesoretto‘ – così battezzato dall’opposizione – si è scatenata una bagarre e non solo tra maggioranza e minoranza.

Parliamo del rendiconto del consiglio del 2016: 950mila euro risparmiati e che andranno a progetti dei quali si conoscono gli ambiti d’interesse, ovvero a sostegno delle fragilità sociali e alle microattività nel cratere sismico del 2016 – 2017. Altri 300mila euro andranno – questo è certo – per il tfr dei dipendenti del consiglio regionale.

La destinazione di questi fondi sarebbe potuta anche essere legata al potenziamento delle attività della Protezione Civile regionale, secondo un emendamento promosso dal consigliere Di Nicola: un sostegno nell’ottica non solo di una maggiore presenza sul territorio, ma anche per migliorare la percezione di sicurezza di abitanti e turisti che in Abruzzo, stando ai dati del ponte del 2 giugno appena trascorso, vengono sempre in numero meno numeroso.

Sull’emendamento di Di Nicola si è però scatenata la bagarre: almeno due gli esponenti di maggioranza – Monticelli e Di Matteo – che hanno sollevato obiezioni sull’indicazione del consigliere. Il senso è questo: certo, nessuno è contrario ad aiutare la Protezione Civile… ma quei soldi possono spendersi anche a sostegno di altre iniziative e con maggiore collegialità.

Un richiamo alla ‘partecipazione’ e alla collegialità delle decisioni che risuona dopo mesi di apparente calma nella maggioranza.

Apriti cielo: i Cinque Stelle, con Sara Marcozzi, non si lasciano sfuggire la possibilità di criticare l’atteggiamento della maggioranza. “Quando si parla di fondi da spartire, i consiglieri di maggioranza si guardano come a dire: ci sono dei fondi? e perché non lo sapevo?”

Stizzita la risposta dell’Assessore Donato Di Matteo, che in interventi al microfono ma anche e soprattutto fuori microfono ha sottolineato che Marcozzi deve rispetto: “lei qui è arrivata senza stipendio” ha tuonato Di Matteo. “Io un lavoro fuori da qui ce l’ho, è lei che ha guadagnato soldi con la Regione”.

“Intervento inopportuno, quello di Marcozzi” dice un D’Alfonso costretto ad intervenire per placare gli animi. Alla fine, Di Nicola ritira un emendamento che senza dubbio sarebbe stato di grande utilità.

Polemiche a parte – e ritardi divenuti ormai routine, dall’inizio della seduta posticipato di due ore al rinvio di numerosi punti all’ordine del giorno che hanno svuotato l’Aula appena dopo la pausa pranzo – qualcosa fra Giunta e consiglio lo si è portato a casa.

Il Contributo annuale al Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzese (CNSAS – SASA) passa, a decorrere dall’anno in corso, a 105mila euro dai precedenti 80mila. L’aumento è stato disposto da una legge, approvata stamattina dal Consiglio regionale, a firma dei consiglieri Pierpaolo Pietrucci e Maurizio Di Nicola e dall’assessore Silvio Paolucci.

E ancora: approvati il piano del Parco del Gran Sasso, eterna Cenerentola, e quello di assetto naturalistico delle Sorgenti del Vera.

Coincidenza buffa, questa: due importanti piani che riguardano la vita e l’economia aquilana approvati dopo 24 anni.

Certo, un contentino, se si pensa alle infinite polemiche, vissute più sui social e sui giornali che in Aula, legate al maxi ospedale di II livello che pare aver preso definitivamente la via della costa.

Ci sarà comunque una commissione, preposta alla definizione di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un Dipartimento di Emergenza e Urgenza – DEA di secondo livello tra i Presidi Ospedalieri dell’Aquila e di Teramo.

L’obiettivo indicato alla Commissione è quello di rappresentare i costi ed il relativo cronoprogramma per la realizzazione del DEA anche in considerazione dei potenziali bacini di utenza delle strutture. La Commissione è costituita da membri di elevata professionalità ed esperienza nel settore della sanità, integrate dai direttori generali e direttori sanitari delle ASL di Avezzano-Sulmona-L’Aquila e di Teramo. Nel provvedimento approvato dalla Giunta viene precisato che nessun compenso spetterà ai componenti della Commissione.

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