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CTGS, ancora senza stipendio

“Annunci, solo annunci. A pochi giorni dalle elezioni, apprendiamo dalla stampa un roboante cronoprogramma di lavori imminenti sul Centro Turistico del Gran Sasso, che tocca temi importanti, sì, ma dimentica ancora una volta la condizione dei lavoratori. Loro rimangono senza stipendio e lasciati fuori da ogni annuncio”.

Le sigle Filt-Cgil e Ugl tornano a denunciare una situazione divenuta insostenibile per i dipendenti del CTGS, da mesi senza stipendio.

 

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Il comunicato arriva dopo l’annuncio del sindaco Massimo Cialente, a pochi giorni dalle elezioni, della pubblicazione ufficiale del cronoprogramma di interventi per il rilancio del Gran Sasso.

 

Tra i progetti, i lavori sulla seggiovia delle Fontari fissati entro giugno, come annunciato dall’amministratore generale del Centro Turistico Fulvio Vincenzo Giuliani. Dovrebbero inoltre tornare in attività l’ostello e la funivia di Fonte Cerreto e dovrebbero iniziare i lavori all’Hotel Cristallo. Per quanto riguarda i sottoservizi, ha assicurato il sindaco, si comincerà a lavorare in autunno.

Intanto lo stesso Giuliani ha dichiarato alla stampa che a giorni arriverà ai dipendenti del CTGS lo stipendio di maggio.

 

“Come sempre si disegnano scenari che non tengono conto della condizione di chi dovrebbe permettere a chi immagina progetti, di avere poi la condizione per realizzarli. I dipendenti sono stufi di annunci. Loro vorrebbero essere trattati come gli altri dipendenti delle Partecipate e del Comune. Intanto si improvvisa. Albergo aperto a giorni alterni. Solo il loro senso di responsabilità dei lavoratori supplisce alle tante troppe ed inaccettabili mancanze organizzative e gestionali. Loro vengono ripagati rimanendo ancora senza stipendio, o percependone uno ogni tre mesi. Noi pensiamo che tale condizione non sia più tollerabile. Non si può continuare ad improvvisare.”

Questo giornale è tornato più volte sulla grave situazione del Gran Sasso. L’attivista di Save Gran Sasso e maestro di sci Luigi Faccia, parlando dei lavori alle Fontari, non aveva lasciato adito a dubbi: “I tempi sono strettissimi: da quello che ci dicono i tecnici, se i lavori non cominciano entro fine maggio, la vedo durissima. Durissima per essere ottimisti”.

[Gran Sasso, il tempo è scaduto]

“Il destino del Turismo sulla montagna aquilana non può essere lasciato all’improvvisazione – proseguono i sindacati. “I lavoratori non intendono più assistere a tanto scempio. I lavoratori si sono prestati ed hanno incoraggiato ogni azione tesa ad aumentare le possibilità di accrescere i ricavi. Loro hanno fatto la loro parte. Non è più sostenibile continuare ad annunciare casse piene di soldi e dipendenti non pagati. Insomma, condizioni differenti a seconda che si agisca come dipendenti fedeli o come un qualsiasi creditore.  Ognuno si assuma le proprie responsabilità.”

“Se l’azienda non è in grado di garantire condizioni dignitose ai lavoratori, si assumano le decisioni necessarie. Lo faccia la politica lo faccia chi dalla politica è stato delegato alla gestione dell’azienda”.

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