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Buco ASL da 20 milioni: a rischio i servizi

Servizi sanitari al cittadino a rischio a causa del buco da 20 milioni della ASL.

A lanciare l’allarme è Giancarlo Silveri, candidato sindaco del capoluogo con la lista civica Riscatto Popolare il quale sottolinea come il rosso da 20 milioni di euro della ASL non sia “frutto di gestione sbagliata, ma di minori ricavi ed eventi straordinari. E’ una fase pericolosa perché, nonostante lo sforzo dell’attuale direzione generale, diventa difficile, per i tagli effettuati, garantire una sanità di qualità. Tutta la mia solidarietà alla dirigenza – rimarca – che avrà una strada in salita proprio come successo a me”.

“Nel dibattito elettorale sento parlare spesso di situazione dell’ospedale e dei servizi sanitari, anche a sproposito, con promesse di miglioramento come se qualcuno avesse la bacchetta magica e potesse prescindere dal coacervo di condizionamenti posti alle aziende sanitarie- obietta Silveri – Non è così.”

“Certo è che il Comune dovrà essere comunque vicino alla Asl al fine di evitare che venga immeritatamente penalizzata con serio rischio che siano abbassati i livelli dell’offerta”.

Silveri illustra la situazione del bilancio “frutto di uno screening che ha effettuato sullo strumento, incuriosito da questo passivo”.

Si registrano minori ricavi per 8 milioni di euro, di cui 2,5 milioni per la riduzione del contributo statale del fondo sanitario nazionale, 5,3 milioni per il mancato payback del costo dei farmaci per il mancato accordo Stato-aziende farmaceutiche.

C’è poi una “sorprendente riduzione per 600 mila euro dei ricavi da ticket”, evidenzia il candidato.

A fronte di questo “sono aumentati i costi, in parte per sopravvenienze passive per circa 7 milioni”, prosegue. Ci sono sentenze dei giudici, giunte nel 2016, che hanno imposto all’azienda di corrispondere a cliniche private fondi per contenziosi relativi agli anni 2006, 2007 e 2008, “quando i rapporti erano gestiti dalla finanziaria regionale Fira”, continua.

Ci sono 1,5 milioni di spesa in più che ha concesso il governatore ed ex commissario della sanità, Luciano D’Alfonso, ai privati per maggiori prestazioni rispetto al 2015, è poi aumentato di 2 milioni il costo dei farmaci per prodotti di nuova generazione, e ancora 1,5 milioni sono stati accantonati per la franchigia assicurativa, visto che i ricorsi, per ipotesi di imperizia o colpa grave, sono sempre maggiori”.

Buon ultimo, il maggior costo del personale per 2 milioni di euro, in particolare accantonamenti per la vacanza contrattuale.

“Sono tutti eventi in gran parte non determinati dalla gestione ma da fattori, purtroppo frequenti, che con essa sono estranei – conclude – Di questo i vari organi di controllo, compresa la sezione di Controllo della Corte dei Conti che esamina annualmente con scrupolo i bilanci delle aziende sanitarie e non consentirebbe mai bilanci che non veritieri, dovranno tener conto.”

“La Regione dovrà tener presente ed impedire che manovre correttive siano incentrate soltanto sui conti e non sulle esigenze dei cittadini. Sono tutti eventi straordinari, la Regione non può che prenderne atto”.

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